"Scherzi a parte" torna su Canale 5, nella prima puntata finiscono nella rete Gabriel Garko e Lorella Cuccarini
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Prende il via questa sera, lunedì 2 marzo, su Canale 5 la nuova edizione di "Scherzi a parte", il longevo programma di candid camera che per quattro prime serate vedrà alla conduzione Max Giusti, il quale ha deciso di imprimere una svolta decisa al format, liberandosi di quelle che lui stesso ha definito "liturgie" ormai superate per abbracciare una narrazione più contemporanea e vicina ai tempi odierni, dove lo spettatore è abituato a un flusso continuo di stimoli e a un ritmo serrato. Lo studio, che ospiterà trecento persone, diventa così il crocevia di storie e beffe che non risparmieranno nessuno, tant'è che per la prima volta, accanto ai volti noti, a finire nel mirino saranno anche persone comuni, le quali si ritroveranno loro malgrado catapultate in situazioni paradossali e imprevedibili, perdendo per qualche istante il controllo della realtà. La regia è stata affidata a Roberto Cenci, mentre la voce narrante che accompagnerà gli spettatori nel dietro le quinte degli scherzi sarà quella di Melina Martello, doppiatrice di Diane Keaton e vincitrice del Leggio d’Oro, la cui presenza conferirà alle storie un tono ironico ed elegante, quasi cinematografico.
Un parterre di vittorie illustri e l’ingresso dei “ganci”
La prima puntata, in onda dalle 21.30, schiera un gruppo eterogeneo di personaggi pubblici pronti a cadere nella rete, tra i quali spiccano nomi del calibro di Lorella Cuccarini, Gabriel Garko e Paolo Conticini, ai quali si aggiungono Isobel Kinnear, volto noto di "Amici" e attuale valletta di Giusti in "Caduta libera", la giornalista Francesca Barra e l'attore Gilles Rocca. Sei le celebrità che si troveranno ad affrontare l'ignoto, ma la novità sostanziale di questa edizione risiede nella volontà di mostrare non soltanto la beffa in sé, bensì l'intero processo creativo che porta alla sua realizzazione, svelando al pubblico chi sia stato il "gancio", ovvero la persona che, nella cerchia della vittima, ha fornito agli autori le informazioni necessarie per costruire lo scherzo su misura. Gli scherzi, della durata anche superiore ai dieci minuti, vengono così confezionati come dei veri e propri mini-film, dove l'elemento umano e le reazioni dei protagonisti vengono esaltati da una regia che non lascia spazio a tempi morti, anticipando di fatto il telecomando dello spettatore, sempre più incline a cambiare canale se non adeguatamente stimolato.
Max Giusti e la sua “anima da comedian” senza freni
Il conduttore romano, reduce dal successo preserale di "Caduta libera", ha raccontato in un'intervista all'Adnkronos di essersi liberato delle paure, togliendo quel "freno a mano" che per anni lo aveva trattenuto dall'esprimere appieno la sua verve comica, e in questa nuova avventura televisiva non sarà il classico presentatore che si limita a introdurre i filmati, ma interverrà attivamente con i suoi celebri personaggi, regalando al pubblico sketch e improvvisazioni che nascono sul momento, proprio come accade a teatro quando è in scena con i suoi spettacoli. Nella prima puntata, infatti, Max Giusti vestirà i panni di alcune sue caratterizzazioni note come Alessandro Borghese, Aurelio De Laurentiis e Cristiano Malgioglio, interagendo con le vittime e creando un cortocircuito comico che amplifica l'effetto sorpresa e coinvolge anche il pubblico in studio, in un continuo ribaltamento di ruoli e aspettative. La sua ambizione è quella di trasformare "Scherzi a parte" in un vero e proprio varietà contemporaneo, dove la comicità si sposa con la narrazione e dove ogni puntata è cucita addosso ai protagonisti e alle sue stesse qualità di intrattenitore, senza più alcuna liturgia prestabilita.
La sigla dei Planet Funk e l'evoluzione del racconto
Anche l'aspetto musicale del programma è stato oggetto di un restyling significativo, con la storica sigla, tra le più riconoscibili della televisione italiana, che è stata reinterpretata dai Planet Funk, i quali l'hanno rivestita con un sound internazionale e contemporaneo, in grado di dialogare con un pubblico più giovane e abituato ad altri linguaggi sonori. L'intento, come più volte ribadito da Giusti, è quello di rendere il prodotto finale non una semplice sequenza di scherzi, ma un flusso narrativo dove lo spettatore possa comprendere le ragioni profonde di una determinata beffa, entrare nel meccanismo che l'ha generata e, infine, ridere insieme alla vittima, la quale viene accolta in studio dopo il filmato per commentare l'accaduto. La tecnologia, con l'utilizzo di microcamere sempre più sofisticate e difficili da individuare, ha giocato un ruolo fondamentale nell'aggiornare il format, permettendo di riprendere i personaggi senza che questi se ne accorgano, in un'epoca in cui tutti sono ormai abituati a essere costantemente sotto i riflettori dei social network e dei media tradizionali.




