Il risparmio gestito trema, l’intelligenza artificiale di Altruist fa crollare i titoli a Milano
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Redazione Economia
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I listini azionari europei tentavano un timido recupero, sorretti dalle attese di una politica monetaria ancora accomodante, ma Piazza Affari – complice anche un Ftse Mib già in sofferenza – ha dovuto fare i conti con una raffica di vendite concentrate che non lasciava spazio a interpretazioni. L’indice milanese, pur muovendosi in scia al dato sulla disoccupazione americana uscito nella mattinata, ha chiuso la seduta dell’11 febbraio con un passivo dello 0,62% a 46.510 punti -1-2-8; il vero tonfo, però, era quello dei titoli del risparmio gestito, letteralmente falcidiati da un’ondata ribassista che non si vedeva da tempo. Banca Mediolanum ha lasciato sul terreno il 9,57%, Fineco ha ceduto il 9,05%, mentre Banca Generali e Azimut hanno registrato cali rispettivamente del 7,59% e del 4,49%, numeri che fotografavano lo stato di shock in cui versava il comparto -2-8. Lo spread tra Btp e Bund, nel frattempo, si attestava a 60,6 punti con il rendimento del decennale italiano sceso al 3,39% -1, un dato che pure testimoniava una certa tranquillità sul fronte del debito sovrano.
L’ombra di Hazel si allunga su Wall Street e contagia l’Europa
Il vendemòn che si è abbattuto sui gestori patrimoniali non era, in realtà, una reazione istintiva e isolata di Piazza Affari, bensì il riflesso condizionato di quanto accaduto ventiquattro ore prima oltreoceano, dove la startup Altruist – piattaforma tecnologica per consulenti indipendenti – aveva ufficialmente lanciato un nuovo modulo di pianificazione fiscale integrato nel suo strumento di intelligenza artificiale Hazel -3-9. Quest’ultimo, grazie alla capacità di leggere e interpretare dichiarazioni dei redditi, buste paga, estratti conto e persino appunti di riunioni, promette di elaborare strategie fiscali personalizzate in pochi minuti, automatizzando un lavoro che fino a ieri richiedeva ore di analisi manuale da parte di professionisti -3-10. Un annuncio che ha funzionato da detonatore: a New York, colossi come Charles Schwab e Raymond James Financial hanno visto evaporare rispettivamente il 6,4% e il 7% della loro capitalizzazione, con LPL Financial in caduta dell’8,3% e l’intero settore dei servizi finanziari finito nel mirino dei trader -4-10.
La disruption tecnologica e il cortocircuito della fiducia
La reazione dei mercati, per quanto violenta, non appariva affatto irrazionale a chi osservava la sostanza dell’innovazione presentata da Altruist. Hazel, che opera su un’infrastruttura sicura e con accordi di zero retention dei dati con i fornitori di modelli AI, non si limita infatti a velocizzare calcoli e simulazioni, ma consente anche modellazioni interattive su scenari complessi – l’impatto di un bonus, la vendita di una casa, il passaggio alla pensione – restituendo in tempo reale le proiezioni fiscali e producendo report pronti per il cliente -3-9. È questa capacità di condensare in un’interfaccia fluida competenze un tempo disperse tra più consulenti a essere stata letta dagli investitori non come una semplice evoluzione tecnica, bensì come il principio della fine per un intero modello di business basato sulla consulenza a pagamento. E se è vero che la stessa Altruist precisa come Hazel offra analisi e non consulenza fiscale formale – compito che resta dell’advisor umano –, il mercato ha scelto di ignorare la distinzione, punendo senza appello chiunque operasse nel perimetro del risparmio gestito tradizionale -9-10.
Piazza Affari maglia nera in un’Europa sospesa tra tassi e tecnologia
Se il Vecchio Continente ha chiuso all’insegna della debolezza generalizzata, Milano si è comunque distinta per la maglia nera, appesantita non solo dall’esposizione al settore finanziario ma anche da un sentiment già di per sé cauto. I mercati azionari avevano inizialmente accolto con favore i dati sulle vendite al dettaglio statunitensi, inferiori alle attese e quindi potenzialmente capaci di allentare la pressione inflazionistica -6-7; il rapporto sul mercato del lavoro in uscita nella tarda giornata, tuttavia, dipingeva un quadro occupazionale sorprendentemente robusto che spostava al rialzo le aspettative sui tempi della Federal Reserve, allontanando a luglio – o forse oltre – l’ipotesi di un taglio dei tassi -5-7. In questo scenario di incertezza macroeconomica, la combinazione tra tassi che non scendono e tecnologia che avanza ha agito come una tenaglia sui titoli del risparmio gestito: da una parte la compressione dei margini operativi, dall’altra la sostituibilità del fattore umano. Una tempesta perfetta, insomma, che ha lasciato sul terreno decine di punti percentuali in poche ore.
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