«Arrivederci Roma»: un milione di giovani pellegrini ripartono dopo il Giubileo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A giudicare dall’energia che ancora li anima, nessuno direbbe che hanno passato la notte in tende – a tratti sotto la pioggia – dormendo appena tre o quattro ore. Eppure, mentre si incamminano verso le stazioni della metro o gli stalli dei pullman, destinazione aeroporti e treni, continuano a cantare. Qualcuno strimpella un ukulele, altri alzano il volume delle casse bluetooth, trasformando l’ultimo pellegrinaggio in una festa mobile.

Quello appena concluso si conferma come il più grande evento mai organizzato in Italia, con numeri da record: un milione di presenze, nessun incidente rilevante e un’organizzazione che ha coinvolto, oltre alla Santa Sede, la presidenza del Consiglio e la Giubileo 2025 S.p.A. «Il modello integrato che abbiamo applicato, in coordinamento con le istituzioni, ha trasformato una complessità operativa senza precedenti in un nuovo standard», ha spiegato Mazzarelli, founder di Ninetynine, la società incaricata della direzione tecnica. Un sistema che, a suo dire, potrebbe influenzare la gestione di eventi simili anche in futuro.

A stupire, però, non sono stati solo i numeri. Chi si aspettava una partecipazione tiepida, considerando sia la figura ancora poco conosciuta di papa Leone XIV sia il declino dell’influenza ecclesiastica nella società, ha dovuto ricredersi. La scena di Tor Vergata, gremita di ragazzi con sguardi vividi e commossi, ha smentito ogni previsione. Nessuna omologazione, nessuna rassegnazione: solo un’inquietudine che, forse, la Chiesa ha saputo intercettare.

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