Bernard Arnault e il nuovo giocattolino da 650 milioni: un mostro di 143 metri per il re del lusso
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Redazione Economia
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Il fondatore e amministratore delegato di Lvmh, Bernard Jean Étienne Arnault, che il prossimo 5 marzo spegnerà 87 candeline, ha deciso che è arrivato il momento di concedersi un regalo. Un regalo, va detto, di proporzioni poco comuni: il magnate francese, la cui fortuna personale fluttua intorno ai 200 miliardi di dollari nonostante le recenti turbolenze di Borsa, avrebbe messo in cantiere un nuovo megayacht destinato a sostituire il suo attuale Symphony -1. Quest'ultimo, un'imbarcazione da poco più di cento metri varata nel 2015 dal celebre cantiere olandese Feadship al costo di circa 150 milioni di euro, gli è andato improvvisamente stretto. Per questo, secondo voci insistenti raccolte negli ambienti della nautica di lusso, Arnault sarebbe tornato da Feadship per ordinare un "mega mega yacht" di dimensioni ancora più imponenti, una nave privata che per costi e caratteristiche tecniche si posizionerà ai vertici assoluti di questa esclusivissima classifica -1.
Un gigante dei mari da 650 milioni di dollari
La nuova creatura marina, della quale ovviamente si conoscono pochi dettagli tecnici vista la proverbiale riservatezza che circonda simili committenze, dovrebbe svilupparsi per una lunghezza di circa 143 metri e articolarsi su otto o nove ponti, con una stazza stimata tra le diecimila e le dodicimila tonnellate -1-4. Il prezzo, si sussurra, si aggirerebbe intorno ai 650 milioni di dollari, una cifra che ne farebbe uno degli yacht privati più costosi mai realizzati. A bordo, secondo le prime indiscrezioni filtrate dal settore, troveranno spazio strutture degne di un resort a cinque stelle: un centro benessere all'avanguardia con sauna, bagni turchi e crioterapia, aree dedicate all'intrattenimento e, particolare non secondario, una stanza con pianoforte pensata per la moglie Hélène Mercier-Arnault, pianista di fama -1. Per garantire un servizio impeccabile a un livello di tale sofisticatezza, si prevede che l'equipaggio possa contare fino a ottanta persone, un numero che dà la misura della complessità logistica e operativa di questo galleggiante. Non solo: se si considera che la sola gestione e manutenzione annuale di un simile colosso potrebbe costare tra i 60 e i 70 milioni di dollari, appare chiaro come per la maggior parte dei comuni mortali si tratti di cifre da capogiro, mentre per il patron di Lvmh rappresentano l'inevitabile corollario del possedere un oggetto che è insieme simbolo di status e opera d'ingegneria navale -1.
Un impero da 80,8 miliardi tra luci e ombre
La decisione di Arnault di investire una somma così ingente per la sua nuova imbarcazione arriva in un momento non proprio trionfale per il suo gruppo, quel Lvmh (Louis Vuitton Moët Hennessy) nato nel 1987 che oggi controlla quasi due terzi del mercato globale della moda e del lusso -1. Il bilancio 2025, infatti, si è chiuso con un fatturato di 80,8 miliardi di euro, in flessione del 5% rispetto all'anno precedente, un calo dovuto principalmente alla frenata della divisione Fashion & Leather Goods, quella che racchiude i gioielli di casa come Louis Vuitton e Dior, ma anche maison italiane del calibro di Bulgari, Loro Piana e Fendi -1-8. L'utile netto, dal canto suo, ha subito una contrazione del 13%, scendendo a 10,9 miliardi di euro, penalizzato anche da una sovratassa straordinaria imposta in Francia alle grandi aziende per ripianare i conti pubblici -8. Ciononostante, la holding personale della famiglia Arnault, che detiene ormai quasi il cinquanta per cento del capitale, si appresta a superare questo tetto, a testimonianza di una fiducia nel lungo termine che sembra prescindere dalle congiunture economiche più immediate -8.
Quando il lusso non conosce limiti né misure
In un'epoca in cui l'apparire conta quanto l'essere, o forse anche di più, il numero uno di Lvmh sembra seguire una regola non scritta ma ben precisa: se sei il leader del mercato, devi anche mostrarlo. E quale modo migliore per farlo se non varando un superyacht capace di far invidia agli altri magnati del pianeta? Symphony, l'attuale imbarcazione di Arnault, era già un gioiello tecnologico e di design, in grado di ospitare una quarantina di persone tra ospiti ed equipaggio e dotata di ogni comfort immaginabile, dal cinema alla piscina, dalla palestra a una miriade di giochi d'acqua -1. Ma nel mondo dei super ricchi, dove Jeff Bezos naviga con tanto di nave d'appoggio, la dimensione sembra contare eccome. Il nuovo progetto, che resta avvolto nel più stretto riserbo come da prassi in questi casi, si inserisce in una tendenza ben precisa degli ultra-abbienti: investire somme sempre più astronomiche non solo in immobili o collezioni d'arte, ma anche in mezzi di trasporto personali – siano essi jet privati o yacht – sempre più grandi, tecnologicamente avanzati e personalizzati -4. Una tendenza che spinge il settore del lusso a superare continuamente i propri stessi limiti, inseguendo un'idea di esclusività che si fa ogni giorno più estrema.




