La Polonia garantirà l'immunità a Netanyahu? Ue: "Rispettare mandato d'arresto
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Redazione Esteri
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Il presidente polacco Andrzej Duda ha chiesto al governo di garantire che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu possa partecipare senza ostacoli alla commemorazione dell’80° anniversario della liberazione di Auschwitz-Birkenau, nonostante il mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale (CPI). La decisione di Varsavia di garantire "libero accesso" al premier israeliano ha suscitato una reazione immediata da parte dell'Unione Europea, che ha ribadito il proprio sostegno alla CPI e ai principi stabiliti nel suo statuto. Un portavoce della Commissione europea ha sottolineato che l'Ue rispetta l'indipendenza e l'imparzialità della corte, e che è fortemente impegnata nella giustizia penale internazionale e nella lotta contro l'impunità.
La questione è diventata un caso politico di rilevanza internazionale, con Bruxelles che esercita pressioni sulle autorità polacche affinché ritirino il permesso accordato a Netanyahu di entrare liberamente nel Paese senza temere l'esecuzione del mandato di arresto. La presenza del primo ministro israeliano ad Auschwitz il 27 gennaio, per gli ottant'anni della liberazione del campo di concentramento, rischia di trasformarsi in un evento diplomatico controverso, con il possibile arresto di Netanyahu in virtù del mandato emesso dalla CPI.
La posizione della Polonia, che ha deciso di non rispettare il mandato di arresto, rappresenta una sfida diretta alla CPI e ai suoi principi. La decisione di garantire l'immunità a Netanyahu è stata accolta con critiche da parte delle istituzioni europee, che vedono in questa scelta un pericoloso precedente per la giustizia penale internazionale. Tuttavia, il governo polacco ha ribadito la propria posizione, sostenendo che la partecipazione di Netanyahu alla commemorazione è di fondamentale importanza per onorare le vittime dell'Olocausto e per mantenere vivi i ricordi di uno dei capitoli più bui della storia umana.
In questo contesto, la tensione tra la Polonia e l'Unione Europea continua a crescere, con entrambe le parti ferme nelle proprie posizioni.




