Mediterranea sfida il Viminale e sbarca i naufraghi a Trapani
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Redazione Interno
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La nave Mediterranea, che da giorni opera nel Mediterraneo centrale per il soccorso in mare, ha deliberatamente disatteso l’ordine del Ministero dell’Interno che le imponeva di dirigersi verso il porto di Genova per lo sbarco di dieci naufraghi. Il comandante dell’imbarcazione, ritenendo “ingiusto e inumano” il provvedimento emanato dal Viminale, ha invece deciso di cambiare rotta puntando verso il porto di Trapani, dove è approdata ieri sera intorno alle 21:30.
“Disobbediamo a un ordine ingiusto e inumano del Ministero dell’Interno. Ma così facendo obbediamo al diritto marittimo, alla Costituzione italiana e alle leggi dell’umanità”, ha dichiarato il capomissione di Mediterranea, Beppe Caccia, poche ore prima dell’attracco. La scelta, presa dopo ripetute e inascoltate richieste al Ministero di poter utilizzare uno scalo più vicino, è maturata a causa delle precarie condizioni di salute delle persone a bordo, tra le quali figurano tre minori non accompagnati.
Il primo a mettere piede a terra è stato Asir, i cui passi, inizialmente esitanti dopo tanto tempo trascorso in mare, si sono fatti più rapidi nel percorrere la scaletta. Lo hanno seguito gli altri, visibilmente disorientati dalla presenza delle numerose divise sull’attracco, mentre l’equipaggio li salutava con un “Benvenuti in Europa”. Yousf, uno dei sopravvissuti in condizioni più fragili, si è accasciato non appena ha toccato il molo, rendendo necessaria l’immediata assistenza dei medici di bordo in attesa del reparto mobile giunto in banchina.




