McIlroy vola ad Augusta: dopo 36 buche il vantaggio è da record, nessuno può più prenderlo
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Redazione Sport
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Con un secondo giro da manuale, e quel finale che sa già di storia, Rory McIlroy ha messo una seria ipoteca sul 90° Masters. Il campione in carica, infatti, ha chiuso la seconda tornata dell’Augusta National Golf Club con un parziale di 65 colpi, sette sotto il par, portando il suo score totale a. Il risultato, al termine delle prime 36 buche, è un vantaggio di sei lunghezze sul resto del field: un margine che nessuno era mai riuscito a costruire nella storia del torneo, superando il precedente primato che apparteneva a leggende come Herman Keiser e Jack Nicklaus.
La rimonta impossibile e il controllo mentale ritrovato
La prestazione del nordirlandese – che cerca il bis consecutivo, impresa riuscita finora solo a Nicklaus, Faldo e Woods – è stata una lezione di gestione, anche quando la meccanica sembrava incepparsi. McIlroy, nonostante abbia trovato solo il 46% dei fairway, ha compensato con un gioco corto chirurgico: la rimonta è partita dalla buca 12, dove ha infilato una serie di sei birdie nelle ultime sette buche. Il momento clou, quello che ha trasformato la sicurezza in fuga solitaria, è arrivato alla buca 17: un chip da 29 yard (circa 26 metri) che si è insaccato direttamente in buca per l’eagle, scatenando l’ovazione dei patron. E non è finita lì, perché alla 18 ha piazzato un approccio da sei piedi che gli ha permesso di firmare l’ennesimo birdie consecutivo.
“Non avrei mai immaginato di essere sei colpi avanti quando ero sul tee della 12 – ha commentato a caldo il campione. – Qui però, se mantieni la pazienza, il campo ti premia”.
L’errore di Burns e l’aggancio mancato di Reed
Alle spalle del leader, l’aggancio che sembrava possibile si è infranto contro l’inerzia del numero due del mondo. Sam Burns, che aveva tenuto testa a McIlroy nel primo round, ha accuserà il colpo nella seconda giornata, scivolando a -6; stesso score per Patrick Reed, il vincitore del 2018, che ha chiuso con un 69 ma ha fallito un putt decisivo alla 18 che avrebbe potuto avvicinarlo ulteriormente. Più staccati, a -5, troviamo un gruppetto di inseguitori di lusso composto da Justin Rose, Tommy Fleetwood e Shane Lowry, tutti pronti ad approfittare di un eventuale passo falso del padrone di casa.
Montepremi e taglio: solo i migliori superano il weekend
La competizione, organizzata sotto l’egida congiunta di PGA Tour, Tour europeo e Japan Golf Tour, mette in palio un montepremi complessivo di 21 milioni di dollari. La linea di taglio, che determina chi potrà giocare le ultime 36 buche, si è assestata a +4. Tra i grandi nomi rimasti fuori dai giochi spicca il deludente Bryson DeChambeau, affondato da un triplo bogey all’ultima buca, mentre Jon Rahm è riuscito a salvarsi per un soffio restando proprio sul limite. Il copione, insomma, sembra scritto, ma Augusta è famosa per riservare colpi di scena anche quando il vantaggio appare incolmabile.




