Trump taglia i fondi al Sudafrica e diserta il vertice G20: le ragioni di una crisi diplomatica
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Redazione Esteri
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Pochi giorni fa, Donald Trump, attraverso il suo social Truth, ha annunciato la sospensione di tutti i fondi destinati al Sudafrica, cifra che si aggira intorno ai 450 milioni di dollari annui. Tra questi, rientrano anche programmi cruciali per la lotta all’AIDS, una decisione che ha immediatamente sollevato polemiche e interrogativi. A seguire, il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha confermato che gli Stati Uniti non parteciperanno al prossimo vertice del G20, in programma a Johannesburg il 22 e 23 febbraio. Una mossa che non solo segna un’assenza significativa, ma che sembra voler lanciare un messaggio politico ben preciso.
Alla base della decisione di Trump e del suo governo ci sono diverse motivazioni, alcune più esplicite, altre sottotraccia. Tra queste, spicca la legge sudafricana sull’espropriazione delle terre incolte senza indennizzo, una misura che il presidente americano ha definito come “molto brutta”, riferendosi in particolare alle conseguenze per la minoranza bianca del Paese. Rubio, dal canto suo, ha ribadito il concetto, aggiungendo che il Sudafrica sta dimostrando una pericolosa vicinanza a Cina e Russia, due potenze con cui Washington ha rapporti sempre più tesi. Non solo: il segretario di Stato ha sottolineato l’inutilità percepita del forum internazionale, definendolo un luogo di “sprechi e frodi”, come riportato da un’ex funzionaria dell’agenzia Usaid.
La replica di Pretoria non si è fatta attendere. Cyril Ramaphosa, omologo sudafricano di Trump, ha difeso le politiche del suo Paese, ribadendo che il Sudafrica è una nazione democratica che agisce in nome della solidarietà, dell’eguaglianza e della sostenibilità. Ramaphosa ha persino ironizzato, invitando Trump a risolvere le divergenze con una partita a golf, un gesto che, seppur simbolico, sembra voler stemperare la tensione. Tuttavia, il tono della risposta non nasconde il disappunto per una decisione che rischia di avere ripercussioni significative, non solo sul piano diplomatico ma anche su quello umanitario.
La vicenda, però, non si limita a uno scontro verbale. Il taglio dei fondi statunitensi rischia di compromettere programmi vitali, come quelli legati alla lotta contro l’AIDS, una piaga che continua a colpire milioni di persone in Sudafrica. Senza contare che l’assenza degli Stati Uniti al G20 potrebbe indebolire ulteriormente il ruolo del Paese africano nello scacchiere internazionale, già messo alla prova dalle critiche di Washington.




