Il Colle corregge la rotta sul pacchetto sicurezza, governo al lavoro per le modifiche
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Redazione Interno
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Il pacchetto sicurezza, atteso oggi in consiglio dei ministri, è passato al vaglio del Quirinale, che ne ha evidenziato le criticità costituzionali costringendo l'esecutivo a un'opera di affinamento. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell'incontro di ieri mattina con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, ha infatti illustrato una serie di rilievi puntuali, concentrandosi in particolare su due istituti giuridici ritenuti più delicati: lo scudo penale per le forze dell'ordine e la misura del fermo preventivo. L'intervento del Capo dello Stato, il cui ruolo di garante della Costituzione è centrale in queste fasi, ha quindi imposto una pausa di riflessione tecnica, orientata a "costituzionalizzare" il provvedimento senza stravolgerne l'impianto originario ma smussandone gli angoli più problematici.
Una revisione necessaria per salvaguardare la collaborazione istituzionale
Fonti vicine a Palazzo Chigi, le quali hanno confermato la volontà di preservare un clima di leale collaborazione con il Quirinale, lasciano intendere che la linea scelta sia quella di accogliere i suggerimenti presidenziali. L'obiettivo dichiarato è evitare che parti significative del decreto-legge e del disegno di legge collegato possano infrangersi contro il muro di un eventuale conflitto con la Corte costituzionale, un esito che il governo intende scongiurare a priori. Pertanto, sebbene l'intenzione politica di procedere con una stretta in materia di sicurezza pubblica rimanga ferma, la bozza subirà degli aggiustamenti per garantirne una più solida tenuta giuridica, un processo che alcuni osservatori definiscono di "messa a punto" piuttosto che di vera e propria rimodulazione.
Il nodo politico interno e la posizione della Lega
La necessaria mediazione con il Colle, tuttavia, non è l'unico fronte sul quale il governo deve muoversi, poiché sussistono anche dinamiche politiche interne da comporre. Mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sembra orientata ad accettare integralmente le indicazioni di Mattarella, posizione che appare la più pragmatica per sbloccare l'iter in tempi rapidi, una parte della maggioranza manifesta perplessità. In particolare, la Lega, il cui leader Matteo Salvini ha sempre posto grande enfasi sui temi dell'ordine pubblico, punta i piedi affinché nel testo definitivo i provvedimenti annunciati, soprattutto quelli più simbolici, siano mantenuti nella loro interezza, temendo che un eccessivo ridimensionamento possa essere percepito come un passo indietro rispetto alle promesse elettorali.
L'attesa per il via libera definitivo in consiglio dei ministri




