Riforma del Tuf, il governo alza la soglia per l'opa obbligatoria al 30%
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Redazione Economia
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Il Consiglio dei ministri ha concesso il via libera preliminare al primo decreto legislativo che riforma organicamente il Testo unico della finanza, un intervento atteso e che modifica norme rimaste sostanzialmente immutate dall'epoca della sua introduzione, voluta dall'allora ministro del Tesoro Mario Draghi. L'approvazione, avvenuta nel corso di una recente seduta, dà esecuzione a quanto previsto dalla legge Capitali, la quale si propone di aggiornare un impianto normativo considerato ormai datato e di adeguarlo alle esigenze dei mercati contemporanei. Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo all'assemblea di Assonime, ha sottolineato come a questo primo provvedimento «farà seguito un secondo decreto in ambito sanzionatorio penale e amministrativo», completando così il quadro di riforma.
Le novità per i mercati e le società
Tra le modifiche di maggior rilievo, che incidono direttamente sulle strategie degli investitori istituzionali, spicca il ritorno della soglia per l'opa obbligatoria al 30%, una misura che, di fatto, altera gli equilibri nelle scalate societarie e che era stata più volte richiesta dagli operatori di settore. Il decreto, il cui testo è stato anticipato in queste ore, introduce altresì la figura dell'acquisto totalitario, uno strumento che consente di semplificare i processi di delisting e di concentrazione proprietaria. Le nuove disposizioni, che vanno a modificare non solo il Tuf ma anche alcune norme del Codice civile applicabili agli emittenti, mirano esplicitamente a sostenere la crescita delle imprese e a favorire un accesso più agevole al capitale di rischio, obiettivi da tempo al centro del dibattito politico-economico.
Maggiore stabilità e contrasto alle manipolazioni
Il provvedimento interviene con decisione anche su fronti delicati, come quello della trasparenza e della stabilità dei mercati, ponendo fine alla propalazione di notizie o indiscrezioni che possano destabilizzare il mercato finanziario. Una disposizione, questa, che intende contrastare le manipolazioni artificiose dei corsi azionari, fenomeno purtroppo noto alla cronaca finanziaria. Viene inoltre disciplinato, con l'intento di razionalizzare la vita degli organi sociali, il fenomeno dell'ostruzionismo da parte di quei soggetti, spesso definiti "disturbatori", che rallentano o impediscono il regolare svolgimento delle assemblee delle società quotate.
Il percorso parlamentare e il confronto con gli stakeholder
Giancarlo Giorgetti ha tenuto a precisare che il decreto legislativo «sarà sottoposto alla discussione parlamentare, consentendo agli stakeholder di poter intervenire» su temi che egli stesso ha definito sensibili. Questo passaggio, che precede l'approvazione definitiva, rappresenta una fase cruciale per recepire ulteriori osservazioni e perfezionare il testo, il quale è atteso con vivo interesse dagli addetti ai lavori. L'auspicio del governo è che l'intera riforma, una volta completata, possa contribuire ad aumentare la competitività del sistema finanziario nazionale, semplificando al contempo la disciplina per gli emittenti e gli intermediari, in un'ottica di razionalizzazione dell'intero ordinamento dei mercati.




