Salis a Bloomberg: «Io anti-Meloni? Se me lo chiedessero lo prenderei in considerazione»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   «Sono una candidata progressista che crede fermamente che sviluppo economico e giustizia sociale possano coesistere – ha sottolineato la sindaca di Genova in un’intervista concessa a Bloomberg –. Questo governo di destra non è stato in grado di realizzare né l’uno né l’altro, rendendo infelici sia i pochi che i molti». La frase, secca e programmatica, arriva da chi siede oggi al municipio del capoluogo ligure senza tessera di partito in tasca, eletta grazie al sostegno dell’intero Campo largo. E proprio da quella posizione, per certi versi ibrida, Silvia Salis si trova ora al centro di un’attenzione nazionale che lei stessa definisce «lusinghiera». «Se mi chiedessero di candidarmi contro Giorgia Meloni? Sarebbe una bugia dire che non lo prenderei in considerazione», ha dichiarato all’agenzia statunitense, uno dei media finanziari più influenti al mondo.

La precisazione sul mandato da sindaca

A poche ore di distanza da quelle dichiarazioni – che avevano subito alimentato un vivace dibattito politico – è arrivata però una netta messa in chiaro. «Sono la sindaca di Genova e sono stata eletta dai genovesi per occuparmi della città almeno per cinque anni. Non ho nessuna intenzione di venire meno al mio mandato», ha precisato la stessa Salis, cercando di circoscrivere la portata delle sue parole. Tra le molte domande che le sono state rivolte nell’intervista originale, le è stato chiesto cosa farebbe se, pur non prendendo parte ad alcuna primaria, qualcuno le chiedesse di diventare la candidata di una coalizione. La risposta, pur condizionata da quel «se me lo chiedessero», ha aperto uno scenario politico finora solo accennato.

L’intervista che ha fatto rumore

Il titolo scelto da Bloomberg per il pezzo non lasciava spazio a fraintendimenti: «Emerge in Italia una anti-Meloni con l’obiettivo di spodestare l’originale». Un’etichetta pesante, che la diretta interessata non ha però respinto con forza. «È chiaro che non posso sottrarmi a questa attenzione nazionale – ha spiegato – non posso evitare le domande. È una cosa interessante, mi lusinga». Nel precisare la sua posizione, Salis ha tenuto a distinguersi da un eventuale percorso classico di selezione interna al centrosinistra: non parteciperebbe a eventuali primarie. Il suo profilo, quello di un’amministratrice locale senza un partito alle spalle ma con una vittoria elettorale costruita sul cosiddetto Campo largo, la rende una figura anomala nel panorama politico attuale.

Le parole che pesano sul dibattito nazionale

«È una bugia dire che, davanti a una richiesta unitaria, non lo prenderei in considerazione», ha ribadito la sindaca riferendosi all’ipotesi di una corsa a palazzo Chigi. L’intervista a Bloomberg – agenzia seguita con attenzione dagli investitori e dagli osservatori internazionali – ha così trasformato una provocazione giornalistica in un fatto politico concreto. Non si tratta di un annuncio formale, né di una discesa in campo imminente; piuttosto, di una semiapertura calibrata che tiene insieme l’orgoglio per il consenso ricevuto e la fedeltà al mandato ricevuto dai genovesi. La stessa Salis ha ricordato che la sua priorità resta il governo della città per l’intero quinquennio, senza però escludere che quella stessa attenzione nazionale possa un giorno tradursi in qualcosa di più.

Un profilo anomalo per una stagione politica fluida

L’elemento che rende la vicenda degna di nota – al di là delle singole dichiarazioni – è la posizione di forza potenziale di una sindaca senza tessera, capace di attrarre consensi trasversali. La sua critica al governo di destra, giudicato incapace di coniugare sviluppo economico e giustizia sociale, ricalca una narrazione classica del centrosinistra, ma è affidata a una voce che non ha i vincoli di chi deve gestire correnti o congressi. Che questa apertura resti un episodio destinato a chiudersi con la fine del mandato da sindaca, oppure diventi il primo atto di una lunga partita, dipenderà dalle sollecitazioni che arriveranno dalla coalizione. Per ora, Salis si limita a non dire di no.

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