Camera di Commercio, l'economia di Ravenna tra frenate e incognite: export in calo del 7,9%

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’economia della provincia di Ravenna si trova a navigare in un contesto di sostanziale stabilità produttiva, ma il quadro delineato dall’ultima indagine congiunturale della Camera di commercio di Ferrara Ravenna rivela non poche incertezze. Le attese delle imprese, sebbene improntate alla stabilità, si scontrano con una serie di fattori frenanti che preoccupano gli operatori economici, a partire dal peso crescente dei costi di produzione.

Secondo le stime elaborate da Prometeia, la crescita per l'intero 2026 dovrebbe attestarsi su un timido +0,2%, un dato che riflette appieno le difficoltà del momento.

A sostenere le imprese nel mese di giugno sono stati principalmente la domanda e gli ordini, sebbene questi ultimi mostrino una lieve contrazione, ma le criticità restano molteplici.

Oltre ai già citati costi di produzione, che rappresentano il principale ostacolo per le aziende con meno di 500 dipendenti, la carenza di manodopera e la difficoltà di accesso al credito continuano a pesare in modo significativo. A gettare ulteriori ombre sull'orizzonte è lo scenario internazionale: gli imprenditori indicano l'instabilità geopolitica come un rischio concreto, capace di alimentare ulteriormente i rincari dell'energia, dei trasporti e delle assicurazioni, un timore che si riflette inevitabilmente sulle prospettive a breve termine.

I numeri del rallentamento: industria, edilizia e l'eccezione della Gdo

L'analisi settoriale offre un quadro dettagliato delle difficoltà che stanno attraversando i principali comparti produttivi. L'industria manifatturiera, cuore pulsante dell'economia ravennate, registra una flessione della produzione dello 0,2% e degli ordini dello 0,6%, un dato che evidenzia come la domanda stia progressivamente perdendo slancio.

In maggiore difficoltà si trova l'artigianato manifatturiero, con una produzione in calo dell'1,3% e ordini che arretrano del 2,2%, mostrando comunque un miglioramento rispetto alle performance decisamente peggiori dell'anno precedente.

Anche il settore delle costruzioni, che aveva trainato la crescita per nove trimestri consecutivi, interrompe bruscamente questo trend positivo. Il volume d'affari del comparto subisce un arretramento dello 0,3%, con il settore dell'artigianato edile che accusa il colpo in modo ben più pesante, registrando un -5,6%. Unica eccezione in questo scenario di rallentamento è rappresentata dal commercio al dettaglio, che tiene grazie a un lieve incremento delle vendite dello 0,05%.

Questo dato positivo è però quasi interamente ascrivibile alla grande distribuzione organizzata, che vola con un +6,8%, e al commercio alimentare (+2,4%), mentre il commercio non alimentare subisce una contrazione del 2,6%, a testimonianza di una contrazione nei consumi delle famiglie.

Export in forte calo: la crisi dei mercati internazionali

Il dato forse più preoccupante emerso dall'indagine congiunturale riguarda il commercio internazionale. Secondo i dati Istat relativi al primo trimestre del 2026, le esportazioni delle imprese ravennati hanno subito un crollo del 7,9%, un risultato che appare in netta controtendenza rispetto alla crescita nazionale (+1,3%) e regionale (+0,2%).

In termini assoluti, il valore delle merci esportate è sceso a 1,349 miliardi di euro, con una perdita di circa 115,4 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, un'emorragia che evidenzia le difficoltà di penetrazione nei mercati esteri.

A pesare su questo risultato è il calo delle vendite verso i tradizionali partner commerciali europei, con le esportazioni verso l'Europa in diminuzione del 3,6% e verso l'Unione Europea del 4,4%. In questo contesto, si segnala la positiva performance del mercato tedesco, primo partner commerciale della provincia, che cresce dell'8,1% e conferma la sua centralità per il tessuto produttivo ravennate.

La fotografia cambia radicalmente per la Francia, secondo mercato di destinazione, che registra una contrazione del 24%, un dato legato anche alla crisi del settore chimico. Ancora più drammatico è il quadro che emerge dall'analisi del mercato statunitense, sceso addirittura al quinto posto tra gli sbocchi commerciali, dove l'export segna un -32,2%, una contrazione che riguarda soprattutto i comparti dei macchinari e dei prodotti tessili.

Le sfide per il futuro: talenti, innovazione e infrastrutture

Di fronte a queste difficoltà, il presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, Giorgio Guberti, ha sottolineato la necessità di affrontare alcune sfide decisive per il territorio. Il sistema economico ravennate, pur vantando un ecosistema della ricerca dinamico, filiere innovative e una vocazione alla sostenibilità, deve concentrarsi su tre obiettivi prioritari: trattenere i talenti, sostenere lo sviluppo di startup e imprese innovative, e rafforzare le infrastrutture strategiche.

In quest'ottica, la Giunta camerale ha già stanziato 400mila euro per un nuovo bando a sostegno della doppia transizione, digitale e green, destinato alle imprese dei territori di Ferrara e Ravenna.

L'obiettivo dichiarato è concreto e ambizioso: aumentare la produttività del 10% nelle micro, piccole e medie imprese, utilizzando l'intelligenza artificiale come leva strategica per la competitività. Secondo Guberti, la vera sfida non è produrre più dati, ma trasformarli in valore d'impresa per migliorare i processi e ottimizzare le performance, un percorso necessario per trasformare il potenziale del territorio in una crescita stabile e diffusa, capace di resistere alle turbolenze di uno scenario internazionale sempre più incerto.

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