Mediobanca lancia l’offerta su Banca Generali: il 13% di Generali in palio
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Redazione Economia
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Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, ha deciso di giocare d’anticipo nel complicato risiko bancario italiano, presentando un’offerta pubblica di scambio (Ops) per il controllo di Banca Generali. L’operazione, studiata da almeno cinque anni, prevede che i soci della società di gestione del risparmio – controllata al 50,2% da Assicurazioni Generali – ricevano in cambio azioni del Leone triestino. Una mossa che sfrutta il pacchetto del 13% detenuto da Mediobanca in Generali, il quale, in caso di successo, verrebbe trasferito agli azionisti di Banca Generali.
L’annuncio, arrivato a sorpresa, ha colto impreparati non solo i concorrenti ma anche il governo. A Palazzo Chigi, dove già si discuteva di possibili ristrutturazioni nel settore creditizio, la notizia è stata accolta con stupore. Nessun avvertimento, nessuna anticipazione: solo un comunicato stampa a tarda sera, mentre i ministri – incluso Giancarlo Giorgetti – cercavano di capire le implicazioni di un’offerta che potrebbe ridisegnare gli equilibri finanziari del Paese.
Dal Partito Democratico arriva un invito alla cautela. Antonio Misiani, responsabile Economia del partito, ha esortato l’esecutivo a evitare ingerenze, lasciando che sia il mercato a decidere. «L’interventismo politico rischia di essere dannoso», ha sottolineato, riferendosi non solo a questa operazione ma a tutte le manovre in corso nel sistema bancario. Intanto, Nagel punta a consolidare il ruolo di Mediobanca come attore centrale nella finanza italiana, in un momento in cui le grandi banche stanno ridefinendo le loro strategie.




