Simona Quadarella, regina d'Europa: il tris d'oro che riscrive la storia del nuoto italiano

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Redazione Sport Redazione Sport   -   È tornata a casa con il sorriso e un bagaglio pesantissimo, carico d'oro, Simona Quadarella. Maglietta bianca, pantaloni blu e occhiali da sole, l'azzurra è apparsa comprensibilmente stanca ma raggiante all'aeroporto di Fiumicino, al rientro dalla spedizione di Parigi che l'ha incoronata regina indiscussa degli Europei di nuoto. "Sono contenta, non speravo di andare così forte. Dedico la vittoria alla mia famiglia e al mio allenatore", ha dichiarato con poche, misurate parole, appena messo piede sul suolo italiano dopo il trionfo nella capitale francese.

La sua prestazione, in realtà, ha dell'incredibile: tre ori su tre distanze del mezzofondo, un'impresa che pochi atleti possono vantare e che consegna di diritto la romana nell'Olimpo del nuoto mondiale.

L'impresa nei 400 stile libero: rimonta e record

L'ultimo tassello di questa tripletta storica è arrivato nella gara dei 400 stile libero, la più breve del suo repertorio ma non per questo meno affascinante. Simona Quadarella ha chiuso la finale con il tempo di 4'01"34, precedendo la tedesca Isabel Gose, fermata a 4'02"41, e l'altra teutonica Maya Werner, terza in 4'03"73.

La gara è stata un capolavoro di pazienza e potenza: la tedesca ha provato a imporre il proprio ritmo per gran parte della frazione, ma l'azzurra ha tenuto il passo, con un ritardo di circa mezzo secondo, per poi piazzare l'allungo decisivo ai 300 metri e dominare l'ultima vasca, chiusa in un formidabile 59"59. Un successo costruito sulla gestione e sulla forza di una mezzofondista che, come ha detto lei stessa, ha deciso di provarci fino all'ultimo, trasformando una rimonta in un trionfo che lascia senza parole le rivali.

Un tris che vale un record e un posto nella storia

Con questo oro, la ventisettenne di Moncalieri non si è limitata a salire sul gradino più alto del podio, ma ha riscritto pagine importanti dell'albo d'oro della rassegna continentale. Il suo crono di 4'01"34, infatti, cancella il precedente record dei campionati che resisteva dal 2008, un primato che portava la firma di Federica Pellegrini, e migliora di oltre due secondi il suo stesso personale, fermo a 4'03"35 dal 2018.

Ma la vera cifra della sua grandezza è la costanza: questo è il terzo triplete europeo della sua carriera nelle distanze 400, 800 e 1500 stile libero, un'impresa mai riuscita prima a nessuno, dopo quelli di Glasgow 2018 e Budapest 2021. Con l'undicesimo titolo individuale continentale, la "Sirena Romana" si conferma la nuotatrice italiana più vincente nella storia degli Europei, consolidando un palmarès che già include un bronzo olimpico a Tokyo e otto medaglie iridate in vasca lunga.

La beffa del centesimo e gli argenti della spedizione azzurra

Il tris di Simona Quadarella, però, non è stato l'unico motivo d'orgoglio per l'Italia, che ha chiuso la manifestazione al secondo posto nel medagliere, dietro alla Gran Bretagna, con un ricco bottino di 43 medaglie. L'ultima giornata di gare ha riservato anche amarezze, con due argenti sfumati per un soffio, il famoso "centesimo" che può cambiare il colore di una carriera. Benedetta Pilato, nei 50 rana, si è arresa per un solo centesimo alla lituana Rūta Meilutytė, fermando il cronometro a 29"94 contro il 29"93 della rivale.

Stessa sorte per Thomas Ceccon nei 100 dorso, battuto sempre per un centesimo dal greco Apostolos Christou, che lo ha superato nell'ultima bracciata. Beffe d'argento sono arrivate anche dalle staffette: il quartetto femminile della 4x100 mista (Curtis, Pilato, Gastaldi, Menicucci) è stato superato dalla Gran Bretagna, mentre quello maschile composto da Ceccon, Martinenghi, Razzetti e D'Ambrosio ha ceduto il passo alla Russia.

Nonostante questi finali amari, la spedizione azzurra ha dimostrato un valore complessivo straordinario, come sottolineato dal direttore tecnico Cesare Butini, che ha elogiato l'intero gruppo e gli atleti più esperti.

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