Hamilton terzo in qualifica a Shanghai, la Ferrari accorcia le distanze dalla Mercedes
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Redazione Sport
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Il sessantatreesimo giro della vita professionale di Lewis Hamilton, quello che gli è valso l’approdo in Ferrari, lo ha portato oggi a Shanghai dove, nelle qualifiche del Gran Premio di Cina, ha centrato il terzo tempo, piazzandosi così in seconda fila. Un risultato che, al di là della posizione sulla griglia di partenza, racconta di una scuderia modenese finalmente in grado di ridurre sensibilmente il divario prestazionale che, solo sette giorni or sono a Melbourne, appariva addirittura abissale. Il sette volte campione del mondo, dal canto suo, ha preferito mantenere un cauto ottimismo, spiegando ai cronisti come la squadra abbia compiuto un deciso passo in avanti nella comprensione della SF-26, sebbene la strada per insidiare stabilmente le Frecce d’argento – la sua ex squadra, peraltro – rimanga ancora in salita. A dividere Hamilton dalla vetta, occupata per la prima volta in carriera dal giovanissimo Kimi Antonelli, ci sono poco più di tre decimi e mezzo, un margine che, se confrontato con gli otto decimi accusati in Australia, rappresenta un progresso innegabile.
La sessione di qualifica, andata in scena sul tracciato cinese, ha offerto uno spaccato interessante delle gerarchie attuali, con le Rosse che sono apparse in crescita nella gestione del giro secco, ma ancora in affanno sui lunghi rettilinei dove la potenza del propulsore Mercedes fa la differenza. Hamilton ha sottolineato come il compagno di marca George Russell, penalizzato da un problema tecnico nel corso del Q3 che ne ha limitato la prestazione, sarebbe potuto stato ancor più veloce, e quindi la cautela nell’esultare per il riavvicinamento è d’obbligo. L’aspetto più significativo, per i tifosi di Maranello, risiede nella continuità mostrata da entrambi i piloti: Charles Leclerc, quarto a soli tredici millesimi da Hamilton, ha confermato la bontà del pacchetto tecnico, nonostante abbia ammesso di trovarsi a proprio agio solo relativamente su una pista, quella di Shanghai, che storicamente non lo ha mai entusiasmato.
Nel commentare la prestazione, il pilota inglese ha voluto spendere parole di stima per il giovane Antonelli, colui che ha preso il suo posto in Mercedes e che oggi è diventato il più giovane poleman della storia della Formula 1, spezzando un digiuno che per un italiano in pole mancava addirittura dal 2009, dai tempi di Giancarlo Fisichella. Lo ha definito un ragazzo fantastico, sottolineando come l’ambiente in cui si trova a crescere, la Mercedes appunto, sia quello ideale per esprimere un talento cristallino come il suo. Il duello in pista, insomma, non scalfisce la stima reciproca, ma in gara, domani, le distanze si torneranno a misurare con il cronometro e con le strategie, su un circuito che impone un certo tipo di gestione delle gomme e del recupero di energia, fattore, quest’ultimo, in cui Shanghai aiuta parecchio, a differenza dell’Albert Park di Melbourne.
La prestazione della SF-26 tra prestazioni e margini di crescita
L’analisi dei distacchi, che vede le due Mercedes prime e le due Ferrari subito a ridosso, racconta di una realtà in divenire più che di un risultato statico. Se è vero che il divario si è più che dimezzato in appena una settimana, è altrettanto vero che i tecnici guidati da Fred Vasseur sono consapevoli di dover ancora limare quei decimi che separano i propri piloti dalla possibilità concreta di lottare per la vittoria. Hamilton, dal microfono di Sky Sport F1, ha spiegato che la vettura è migliorata nell’erogazione della potenza e nella messa a punto generale, ma ha anche evidenziato come le statistiche del team mostrino un gap nel passo gara che oscilla tra i quattro e i sei decimi, un'asticella molto alta da superare in condizioni di gara normali. In ogni caso, la direzione intrapresa pare essere quella giusta, con gli ingegneri che iniziano a districare le complessità di queste nuove power unit e dei loro complessi sistemi di gestione energetica.
Antonelli nella storia, Russell limita i danni
La sessione di qualifica, come detto, è stata caratterizzata dall’exploit di Andrea Kimi Antonelli, che ha fermato il cronometro sull’1:32.064, staccando di 222 millesimi il compagno di box George Russell. Proprio Russell è stato protagonista di un episodio che per poco non gli costava carissimo: nel corso del Q3, la sua monoposto si è fermata in pista a causa di un problema al cambio, costringendo i meccanici a una corsa contro il tempo per rimetterlo in pista con soli due minuti disponibili sul cronometro. Il britannico, nonostante le gomme fredde e l’assenza di batteria, è comunque riuscito a confezionare un giro che gli è valso la prima fila, un piccolo miracolo sportivo che testimonia lo stato di forma sua e della squadra. Per la Mercedes, si tratta del secondo front-row lockout consecutivo dopo quello di Melbourne, un dato che certifica la bontà del progetto tecnico targato 2026.




