Palmisani, il sogno Juve raccontato dai genitori: «In famiglia siamo tutti tifosi bianconeri»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è stato un momento, lo scorso luglio, in cui Juventus e Frosinone hanno trovato il modo per parlare di Lorenzo Palmisani. È successo nella fase in cui l’agente Federico Pastorello trattava con i bianconeri la risoluzione del contratto di Arthur: di mezzo ci è finito il portiere classe 2004, un prospetto che alla Continassa ritengono di assoluto valore. Persino maggiore rispetto a Giovanni Daffara, ceduto a fine giugno al Parma per far quadrare i conti a bilancio più che per una bocciatura dal punto di vista tecnico.

Il rinnovo con il Frosinone e le pretendenti

Il Frosinone, nel frattempo, si è tutelato. Palmisani ha prolungato il proprio contratto fino al 30 giugno 2031, blindando un percorso iniziato nel settore giovanile ciociaro e proseguito con 45 presenze in prima squadra, 39 gol subiti e 18 clean sheet. Dopo i prestiti a Olbia e Lucchese, la consacrazione è arrivata in questa prima parte di stagione, con prestazioni che hanno acceso i riflettori di diverse big di Serie A: oltre alla Juventus, anche Inter e Napoli hanno messo gli occhi sul nazionale Under 21.

La strategia bianconera, in prospettiva, potrebbe prevedere un acquisto già a gennaio con il lasciarlo in prestito ai ciociari fino a fine campionato.

«Ha sempre avuto Buffon in testa»

A raccontare il percorso del figlio sono stati direttamente i genitori, Piero e Graziella, in una intervista a Tuttosport. «Ci stiamo togliendo delle soddisfazioni enormi in questo momento: siamo una famiglia umile e per noi non è facile gestire il flusso di emozioni, soprattutto dopo la partita contro il Como», ha spiegato il padre. Un aneddoto curioso riguarda gli inizi: «Quando io e mia moglie ci siamo sposati allenavo una piccola squadra femminile della nostra zona e lei giocava in porta. Ci siamo portati dietro spesso Lorenzo e lui piano piano si è appassionato al calcio, ma subito non faceva il portiere. Preferiva giocare in mezzo al campo, poi un giorno ci ha detto che voleva stare in porta. Io gliel’avevo sconsigliato, è una posizione particolare, devi essere forte mentalmente: ad un certo punto sei solo. Ma lui è stato testardo».

Il percorso verso il grande calcio non è stato privo di ostacoli, con le esperienze non fortunate tra Olbia e Lucchese. «All’inizio quando è andato via di casa eravamo in pensiero per lui: a Olbia non è andata bene, a Lucca è stata un’avventura travagliata. Poi il Frosinone ha scelto di farlo crescere in prima squadra, è stata una decisione netta», ha ricordato Piero. La svolta è arrivata nell’estate del 2023, quando l’infortunio di Sherri in Coppa Italia contro il Monza ha cambiato le gerarchie.

Da lì la promozione in Serie A, l’Europeo Under 19 vinto da protagonista e la chiamata dell’Under 21. «Ha sempre avuto in testa Buffon: non so quanti video di Gigi abbia guardato nella sua vita», ha confidato il padre.

Le operazioni in casa Juventus

La Juventus, intanto, ha dovuto fronteggiare un’emergenza in porta. Dopo il grave infortunio occorso a Kamil Grabara, out per tutta la stagione per la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, la dirigenza bianconera si è mossa sul mercato degli svincolati. La scelta è caduta su Neto, brasiliano classe 1989, che ha già vestito la maglia bianconera dal 2015 al 2017 come vice di Buffon. L’accordo prevede un contratto fino al 2027 e il ritorno a Torino dopo nove anni, con il ruolo di vice di Vicario.

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