Bassetti chiude il caso del polpo crudo e dà i suoi consigli ai baresi: "Verrò a mangiarlo, ma abbattuto"

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La polemica che ha infiammato i social per gran parte dell’estate, quella sul polpo crudo consumato a Bari, sembra aver trovato un suo epilogo. A scrivere quella che si potrebbe definire la parola fine sulla vicenda, o quantomeno a tentare di farlo con un approccio che mira a ricucire lo strappo, è Matteo Bassetti, il medico e divulgatore scientifico che nelle scorse settimane aveva acceso il dibattito evidenziando i potenziali pericoli per la salute legati al consumo del cefalopode non sottoposto a particolari trattamenti.

Attraverso un video pubblicato sui suoi canali social, Bassetti ha rivolto un messaggio diretto ai baresi, proponendo una sorta di "ricetta" che, nelle sue intenzioni, dovrebbe mettere d'accordo la scienza e la tradizione culinaria locale.

Il dissing dell'estate che nessuno si aspettava

In un'estate segnata da innumerevoli food dissing, fenomeno ormai tipico del panorama social dove ogni opinione può trasformarsi in un caso virale, la diatriba sul polpo crudo ha assunto contorni inaspettati. La scintilla è scoccata quando Bassetti, ordinario di malattie infettive all'Università di Genova, ha messo in guardia i suoi follower dai rischi associati al consumo di polpo crudo "non abbattuto", scatenando una reazione a catena che ha coinvolto cittadini, appassionati e persino alcuni personaggi noti del capoluogo pugliese.

Da quel momento, il dibattito è rapidamente degenerato in un botta e risposta tra lo specialista e i baresi, orgogliosi difensori di una tradizione che affonda le sue radici nella storia e nella cultura gastronomica locale. La replica dei cittadini è stata, per usare un eufemismo, veemente: "Li mangiamo da sempre" è stato l'argomento principale opposto alle avvertenze del medico, in un confronto che ha visto schierarsi da una parte il rigore della scienza e dall'altra il peso di un'abitudine secolare.

Il tentativo di pacificazione di Bassetti: "Scienza e tradizione"

Nel tentativo di smorzare i toni e uscire da quella che definisce una "contesa social frutto dell’esibizionismo mediatico degli pseudo influencer", Bassetti ha scelto la via del dialogo e del compromesso. Il professore, in un'intervista rilasciata alla Gazzetta, ha spiegato i termini della querelle e ha ribadito il suo affetto per Bari e per la Puglia, quasi a voler sottolineare che la sua non è stata mai una critica alla città o alle sue eccellenze, bensì un monito basato su evidenze scientifiche.

"Vorrei chiudere la polemica con Bari e con i baresi" ha dichiarato nel video, proponendo alcuni consigli pratici per chi desidera gustare il polpo crudo senza correre rischi. Al centro della sua ricetta c'è l'abbattimento termico, un processo che, come spiega il medico, consente di eliminare gran parte dei parassiti e dei batteri potenzialmente pericolosi, rendendo il consumo del prodotto più sicuro.

"Verrò a mangiarlo a Bari, ma abbattuto" ha promesso Bassetti, chiudendo con una battuta che lascia intendere la volontà di trasformare la polemica in un'occasione per celebrare la bontà del prodotto, seppur con le dovute accortezze.

Le regole per gustare il polpo crudo in sicurezza

La questione, al di là degli aspetti più strettamente social e del clamore mediatico, tocca un tema serio come quello della sicurezza alimentare, un ambito dove la scienza medica ha poco spazio per le eccezioni. La posizione di Bassetti, per quanto criticata da chi vede nella tradizione un valore assoluto, si basa su studi e protocolli consolidati che raccomandano l'abbattimento della temperatura per molti tipi di pesce e molluschi destinati al consumo crudo.

Con il suo intervento, l'infettivologo ha di fatto tentato di tracciare un confine tra ciò che è cultura e ciò che è prevenzione, cercando di evitare che il polpo, simbolo di una delle tante prelibatezze del mare pugliese, diventi involontariamente un veicolo di infezioni.

Le sue parole, se da un lato hanno riacceso la discussione sull'eterna tensione tra sapere popolare e conoscenza accademica, dall'altro hanno offerto ai baresi e a tutti gli appassionati di cucina di mare una chiave di lettura per conciliare il piacere della tavola con le esigenze della salute, senza dover necessariamente rinunciare al gusto autentico del prodotto fresco.

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