I Pinguini Tattici Nucleari a San Siro: tra pixel, mandala e un messaggio contro il femminicidio
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Non era semplicemente un concerto, quello che martedì 10 giugno ha riempito San Siro, ma un’esperienza che ha mescolato musica, tecnologia e un tocco di umanità. I Pinguini Tattici Nucleari, la band bergamasca capace di trasformare il pop in qualcosa di più complesso e stratificato, hanno inaugurato il tour Hello World con una delle due date milanesi sold out, attirando decine di migliaia di persone. E se il primo impatto è stato quello di una pioggia di coriandoli pixelati – ben 300 chili sparati da 18 cannoni già durante l’apertura con Hello World –, il vero cuore dello show è emerso poco alla volta, tra hit, nuovi brani e un messaggio sociale che ha lasciato il segno.
«Sarebbe bello se, a questo punto della carriera, si smettesse di paragonarci a chiunque», ha detto dal palco il frontman Riccardo Zanotti, senza nascondere una certa stanchezza verso etichette ricorrenti. «Un giorno siamo gli Elio e le Storie Tese, un altro gli Stato Sociale o i Coldplay. Ma noi siamo noi. Lo show che stiamo facendo racconta chi siamo». Una dichiarazione di autonomia artistica, accompagnata da una scenografia che ha giocato con l’intelligenza artificiale, i mandala e un continuo dialogo tra analogico e digitale.
Tra gli elementi più significativi della serata, però, c’è stata la dedica a Giulia Tramontano, vittima di femminicidio nel 2023. Un gesto sobrio ma potente, inserito in un video che ha scandito il concerto, trasformando la festa in un momento di riflessione. Senza retorica, senza enfasi eccessiva, i Pinguini hanno scelto di usare la loro visibilità per accendere i riflettori su un tema che, purtroppo, resta drammaticamente attuale.
E mentre sul palco si alternavano brani come Ringo Starr e Pastello bianco, lo stadio vibrava di un’energia che poco aveva a che fare con i grandi show internazionali. Qui niente eccessi, nessuna ostentazione: solo sei ragazzi che, con disarmante normalità, hanno portato in scena un’utopia pop, fatta di musica, pixel e una buona dose di coriandoli. Quelli, per l’appunto, che hanno trasformato Hello World in un’esplosione di colori, annunciando fin da subito che lo spettacolo sarebbe stato tutt’altro che convenzionale.




