Greta Ferro racconta "Il turco", il set con Can Yaman e i suoi miti: da Meryl Streep a Mainetti

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Milano – «C’è chi sogna Hollywood e chi, invece, trova ispirazione nelle storie che nascono tra le montagne del Trentino». Greta Ferro, seduta sul divano di casa con il cane accucciato ai piedi e due gatti che fanno capolino tra i cuscini, parla de Il turco – la nuova serie in onda su Canale 5 dall’8 aprile – con la stessa passione con cui cita i suoi miti: Meryl Streep, Jim Morrison e il Cloud Atlas delle sorelle Wachowski, «il film che mi ha cambiato la vita».

La fiction, prodotta con un budget da 28 milioni di dollari, la vede protagonista accanto a Can Yaman in un period drama che mescola avventura e ribellione popolare, ambientato tra i paesaggi aspri del Nord Italia. «Il mio personaggio è complesso, sfaccettato», spiega l’attrice, evitando di svelare troppo. «Ma ciò che mi ha colpito, oltre alla trama, è stato il lavoro al fianco di un cast internazionale». Yaman, star turca già nota al pubblico italiano, interpreta un giannizzero in fuga, ruolo che ha richiesto mesi di preparazione fisica e linguistica.

Ferro, però, non si limita a parlare della serie. «Adoro il cinema di Gabriele Mainetti», confessa, «perché riesce a coniugare spettacolo e profondità». E poi c’è Streep, «un faro», e Morrison, «la cui musica accompagna le mie giornate». Quanto a Cloud Atlas, lo definisce «un mosaico di destini che mi ha insegnato quanto sia fragile il confine tra passato e futuro».

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