Pd Sannio: "Senza autonomia differenziata il quorum era irraggiungibile, ma il lavoro resta centrale"
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Redazione Interno
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Il Partito Democratico del Sannio, pur non essendo tra i promotori dei referendum, ha sostenuto la campagna della Cgil, ritenendo che i temi sollevati – diritti dei lavoratori e cittadinanza – meritassero attenzione nonostante i limiti intrinseci dello strumento referendario. "I quesiti, per loro natura abrogativi, hanno un’efficacia parziale", si legge in una nota del Pd sannita, che però sottolinea come "il vero nodo sia l’impoverimento progressivo del Paese, a cominciare dai redditi, sia dipendenti che autonomi".
I risultati del voto, con oltre 13 milioni di sì distribuiti tra i diversi quesiti, hanno dimostrato che una fetta significativa dell’elettorato chiede un cambio di rotta su lavoro e inclusione. Stefano Orlacchio, vice segretario del Pd di Benevento, ha parlato di "un segnale netto" che impone una risposta politica concreta. "La gente vuole riforme strutturali, non gesti simbolici", ha aggiunto, riferendosi sia alla necessità di migliorare le condizioni del mercato del lavoro sia alla questione della cittadinanza, su cui persino una parte consistente dell’elettorato pentastellato ha disertato le urne.
L’analisi dell’Istituto Cattaneo ha confermato che il quinto quesito, quello sul dimezzamento dei tempi per l’acquisizione della cittadinanza, ha raccolto un netto rifiuto, anche tra chi tradizionalmente vota Movimento 5 Stelle. Un dato che mette in luce le divisioni interne allo stesso campo progressista, mentre Giuseppe Conte prova a ricompattare la sua leadership puntando su un’agenda più ampia.




