Il Coni commissaria la Figc, Malagò nominato commissario: "Vittoria del buon senso"
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Redazione Sport
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La Giunta nazionale del Coni ha deliberato il commissariamento della Federazione Italiana Giuoco Calcio, affidando l'incarico di commissario a Giovanni Malagò. La decisione è stata presa all'unanimità nel corso della riunione tenutasi al Foro Italico, e successivamente ratificata dal Consiglio nazionale riunito a porte chiuse. Si chiude così una vicenda che ha tenuto banco per settimane, nata dal vizio di forma legato al mancato tesseramento di Malagò al momento della sua elezione alla presidenza federale, avvenuta lo scorso giugno.
L'accordo tra Buonfiglio e Malagò
La soluzione è maturata in mattinata, nell'incontro tra Malagò e il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, che ha preceduto la riunione della Giunta convocata per le 13. Un vertice risolutivo, quello tra i due, che fino a pochi giorni prima sembravano su posizioni inconciliabili. Buonfiglio ha spiegato le ragioni della scelta con queste parole: «Per me Malagò è vittima di un malfunzionamento e quindi perché doveva pagare lui? Così ho detto: commissariamo la federazione e nominiamo lui commissario. Perché lui? Perché ha un curriculum perfetto, stiamo riprendendo il cammino con la Nazionale di calcio e così gli diamo la possibilità di condurla in questi novanta giorni». Il presidente del Coni ha poi aggiunto che «l'assemblea nell'esprimere il voto è stata considerata espressione solida di voto» e che «il presidente del Coni si è preso la responsabilità di nominarlo commissario in maniera tale che l'autonomia dello sport italiano è stata ricondotta all'interno dello sport italiano».
Malagò, dal canto suo, ha commentato la decisione con toni improntati alla soddisfazione: «Se adesso sono tranquillo? Sì, in questo senso forse anche del ragionamento di buon senso, perché solo di buon senso stiamo parlando». Il neo commissario ha poi ricostruito le tappe che hanno portato all'intesa: «Ieri ho ricevuto una chiamata del presidente Buonfiglio che mi ha chiesto di incontrarlo oggi prima della Giunta e ho dato il mio consenso. C'è stata una proposta che mi sento di condividere in pieno, avallata da tutti i componenti di Giunta e Consiglio. L'ho fatto per amore dello sport, del Coni, per rispetto di tutti i miei colleghi di Giunta e Consiglio, per evitare spaccature, imbarazzi». Quanto all'esito della vicenda, Malagò ha osservato: «Penso che chi ha seguito la vicenda può dare un giudizio su chi ha perso o chi ha vinto, magari nessuno ha perso e nessuno ha vinto». Sull'autonomia dello sport, infine, ha parlato di «una vittoria del buon senso, della logica delle cose».
Il vizio di forma e il quadro giuridico
La questione era nata dal requisito del tesseramento richiesto dall'articolo 29 dello Statuto federale, secondo cui il candidato deve essere «in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura». Malagò, eletto con il 68,58 per cento dei voti, non possedeva tale requisito al momento del voto.
Quattro pareri legali richiesti dal Coni avevano concordato sulla necessità del tesseramento, qualificandolo come requisito soggettivo di candidabilità, pur lasciando agli organi competenti la valutazione sulla gravità della violazione e sulla conseguente adozione del commissariamento. La soluzione delineatasi ha evitato che la contrapposizione si trascinasse sul terreno dei ricorsi, con il rischio di un lungo contenzioso davanti al Collegio di Garanzia e al Tar.
Le nuove elezioni e il futuro della Figc
Il compito principale del commissario sarà quello di guidare la Federazione verso nuove elezioni, che Malagò ha annunciato saranno convocate per il prossimo 14 dicembre. Il termine ultimo previsto è comunque fissato al 31 gennaio 2027. Lo stesso Malagò ha lasciato intendere di essere pronto a ricandidarsi alla guida della Figc, riproponendo la propria candidatura dopo che il vizio formale sarà stato sanato dal passaggio elettorale.
La vicenda ha visto contrapporsi due schieramenti all'interno del mondo sportivo e ha coinvolto anche la politica, con il ministro dello sport Andrea Abodi tra gli oppositori della gestione di Malagò alla Figc. La Federazione potrà ora contare su un periodo di transizione per preparare il nuovo appuntamento elettorale, mentre il Coni ha evitato a sua volta il commissariamento, mantenendo la propria autonomia rispetto alla giustizia ordinaria e alla politica.
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