Impresa di Kelly Doualla: a 16 anni è bronzo sui 100 ai Mondiali U20
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Redazione Sport
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Se la pista di atletica fosse uno spartito musicale, le scarpette chiodate di Kelly Ann Maevane Doualla Edimo suonerebbero un ritmo sincopato e travolgente, impossibile da ignorare. Nata a Pavia il 20 novembre 2009 da genitori di origini camerunensi e cresciuta a Sant'Angelo Lodigiano, questa straordinaria velocista ha smesso da tempo di essere una semplice promessa giovanile della Lombardia per trasformarsi nella nuova, sfolgorante realtà dello sprint azzurro ed europeo.
Ai Campionati del Mondo Under 20 di Eugene, negli Stati Uniti, la sedicenne ha conquistato la medaglia di bronzo nei 100 metri piani, firmando una delle pagine più gloriose dell'atletica leggera italiana.
Una finale da brivido e il tempo che conta
La finale, disputata nella notte italiana, ha visto Doualla fermare il cronometro su un tempo di 11"27, con un vento praticamente assente e leggermente contrario (-0.1 m/s). Un risultato che vale il terzo gradino del podio, alle spalle della statunitense Mia Maxwell, oro con 11"14, e della giamaicana Shanoya Douglas, argento con 11"17. A soli sedici anni e 259 giorni, la sprinter del Cus Pro Patria Milano si è trovata a gareggiare contro avversarie di due anni più grandi, dimostrando una maturità atletica e nervosa fuori dal comune.
La sua partenza, come lei stessa ha ammesso, non è stata perfetta, ma la progressione e la tenuta negli ultimi metri le hanno permesso di resistere al ritorno delle avversarie e di conquistare un alloro che la proietta già verso i grandi palcoscenici internazionali.
Una medaglia che fa la storia
Quella conquistata da Kelly Doualla non è una medaglia qualunque. Come sottolineato da più fonti, si tratta del primo podio di sempre per l'Italia in questa disciplina, in qualsiasi categoria mondiale (assoluta, Under 20 o Under 18). Per trovare un'italiana in una finale dei 100 metri ai Mondiali Under 20, infatti, bisognava tornare indietro di trent'anni, precisamente al 1996, quando Manuela Levorato centrò l'impresa.
Questo bronzo, dunque, spezza un digiuno lungo tre decenni e consacra Doualla come la nuova stella dello sprint italiano, capace di eguagliare e superare i risultati delle sue illustri predecessore. La giovane velocista, primatista italiana Under 20 con il personale di 11"14 corso a Rieti poche settimane prima, ha già nel mirino i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.
L'urlo della vittoria e la forza interiore
Al termine della gara, la giovane atleta ha raccontato con schiettezza le emozioni vissute: "Devo ammettere che prima della gara c'era tanta ansia, non soltanto oggi". Un'ansia che il suo staff, il tecnico Walter Monti e il fisioterapista Marco Tabone, ha dovuto gestire nei momenti precedenti alla gara. "Una volta arrivati sui blocchi - ha proseguito - ho deciso di combattere questa Kelly e mandarla via.
All'arrivo pensavo che avesse vinto quell'altra Kelly, invece no: i timori si sono dissolti quando mi sono vista terza e credo si sia visto dall'urlo dopo aver scoperta che ero medaglia". Un'esplosione di gioia che ha contagiato i compagni di nazionale, che l'hanno supportata e attesa per più di mezz'ora dopo la gara, e che racconta perfettamente la portata dell'impresa.
Anita Nalesso sfiora il podio nel getto del peso
Sempre a Eugene, un'altra italiana ha sfiorato il podio, regalando comunque una prestazione di altissimo livello. Si tratta di Anita Nalesso, diciannovenne di Trevisatletica, che nella finale del getto del peso si è classificata al quarto posto con la misura di 16.50 metri. La pesista veneta ha aperto la finale con il suo lancio migliore, trovando subito la misura che l'ha proiettata ai vertici della classifica, sfiorando il record personale di 16.67 stabilito pochi giorni prima a Siena.
Con questo piazzamento, Nalesso ha eguagliato il miglior risultato di sempre per una pesista italiana ai Mondiali Under 20, un traguardo che mancava dal 2002, quando Chiara Rosa chiuse al quarto posto. "Ho disputato una finale da 'sette e mezzo'", ha commentato Nalesso, che ha dichiarato di rosicare un po' per la medaglia mancata, ma di essere comunque molto soddisfatta di una stagione che l'ha vista crescere in modo esponenziale, fino alla prima convocazione in Nazionale maggiore per i Giochi del Mediterraneo.
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