Banco Bpm, al via l’ops di Unicredit: Orcel e il nodo del Golden Power

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Da domani, lunedì 28 aprile, gli azionisti di Banco Bpm potranno aderire all’offerta pubblica di scambio (Ops) lanciata da Unicredit, che resterà aperta fino al 23 giugno. Il rapporto fissato – un’azione Bpm per 0,175 azioni Unicredit, poi ridotte a 0,166 dopo lo stacco dei dividendi – è stato giudicato "non congruo" dall’ad di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, alimentando un braccio di ferro che tiene in sospeso il risiko bancario italiano.

L’operazione, se andasse in porto, rappresenterebbe un passo decisivo nella strategia di Andrea Orcel, che punta a consolidare Unicredit come secondo player nazionale, con una quota di mercato del 16%, avvicinandosi a Intesa Sanpaolo (ferma al 21%). Un salto di qualità, soprattutto nelle regioni più ricche del Paese, dove Banco Bpm ha radici solide. Ma il percorso è ancora lastricato di incognite, a cominciare dall’esercizio del Golden Power da parte del governo, che potrebbe porre condizioni o veti sull’acquisizione.

Il timing stringente – con la possibilità di un’estensione al 30 giugno solo in casi eccezionali – aggiunge pressione a un negoziato già complesso, mentre il settore bancario vive una fase di forte agitazione, tra le tensioni geopolitiche e le altre operazioni in corso, come quelle su Mps e Popolare di Sondrio. Orcel, da parte sua, sta lavorando per trovare un equilibrio che soddisfi sia i regulator sia gli azionisti, consapevole che ogni passo falso potrebbe costare caro.

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