Unicredit e governo, il dialogo su Banco Bpm naviga a vista tra regate e Golden Power

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre Napoli si prepara ad accogliere le sfide dell’America’s Cup, con il suo carico di prestigio e visibilità internazionale, un altro tipo di regata – ben più complessa e dai contorni ancora incerti – si sta svolgendo tra UniCredit e il governo Meloni. Al centro del confronto, che per ora resta confinato a livelli tecnici, c’è l’offerta pubblica di scambio lanciata dalla banca guidata da Andrea Orcel su Banco Bpm, operazione attualmente sottoposta al vaglio del Golden Power.

Le cronache degli ultimi giorni, spesso frammentarie e prive di un’analisi critica approfondita, hanno descritto un dialogo in salita, dove le questioni procedurali sembrano nascondere nodi ben più spinosi, di natura squisitamente politica. Durante gli incontri al ministero dell’Economia, in via XX Settembre, a rappresentare il dicastero è stato Stefano Di Stefano, dirigente generale della direzione Partecipazioni societarie e tutela degli attivi strategici. Una presenza che, se da un lato conferma l’importanza dell’operazione, dall’altro lascia intendere quanto il governo intenda mantenere il controllo su un dossier delicato, già capace di creare tensioni nella maggioranza.

Non è un caso che Forza Italia abbia espresso riserve sul provvedimento relativo al Golden Power, evidenziando come la questione vada oltre la mera valutazione tecnica. E se i vertici di UniCredit – Orcel in testa – speravano in uno sblocco rapido, le ultime ore hanno ridimensionato le aspettative: l’incontro di ieri, al quale non hanno partecipato né l’ad della banca né il ministro Giorgetti, non ha prodotto passi avanti significativi. “Il Dpcm sul Golden è quello e non si modifica”, hanno fatto sapere fonti vicine al governo, lasciando poco spazio a interpretazioni.

Il parallelo con le trattative internazionali, seppur azzardato, rende l’idea della posta in gioco. Come nel caso dei negoziati tra Russia e Ucraina, dove le delegazioni tecniche si incontrano mentre i leader restano distanti, anche qui il tavolo procedurale sembra incapace di sciogliere nodi che dipendono da scelte politiche. Del resto, non è la prima volta che UniCredit si scontra con l’ostilità delle istituzioni: l’avvocato Luca Picotti, membro dell’Osservatorio Golden Power, ha sottolineato come, sia nel caso di Banco Bpm che in quello fallito di Commerzbank, la banca abbia superato gli ostacoli regolatori senza riuscire a vincere le resistenze della politica.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.