Garlasco, la Lucarelli contesta la svolta della Procura: consulente scelto tra le file del programma "Le Iene"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La nuova piega assunta dalle indagini sul delitto di Garlasco, con la Procura di Pavia che ha deciso di avvalersi di un consulente informatico la cui attività è nota soprattutto per la collaborazione con la trasmissione televisiva "Le Iene", solleva interrogativi non marginali sul metodo e sull'autonomia dell'azione giudiziaria. Selvaggia Lucarelli, in un articolo di commento, ha posto l'accento proprio su questa scelta, che a suo giudizio configurerebbe una pericolosa commistione tra il percorso dell'inchiesta ufficiale e quello dell'inchiesta giornalistica portata avanti dal programma, quasi che la prima finisse per rincorrere le ipotesi e le figure proposte dalla seconda. La questione, che si inserisce in un procedimento giudiziario ancora aperto e di grande complessità, tocca un nervo scoperto del rapporto tra informazione e giustizia, laddove i confini, se non ben delineati, rischiano di offuscare la purezza delle prove e la serenità dell'istruttoria.

Il nodo del consulente e le perplessità sollevate

Il perito incaricato, la cui identità non è stata resa pubblica dalle autorità ma indicato dalla commentatrice come legato al noto programma, si troverebbe dunque ad analizzare materiale digitale di fondamentale importanza per il caso. Una designazione che, al di là delle competenze tecniche del professionista, secondo le critiche mosse dalla Lucarelli, rischierebbe di conferire un'impronta mediatica all'intero accertamento, come se la verità processuale dovesse in qualche modo passare attraverso il vaglio e le suggestioni di un format televisivo. Il timore, espresso in maniera netta, è che l'iniziativa degli inquirenti possa apparire influenzata dalle esigenze narrative e dalle rivelazioni dello scoop, piuttosto che muoversi esclusivamente lungo i binari rigorosi e spesso opachi della ricerca della prova giudiziaria.

La difesa di Sempio: "Obiettivo raggiunto" nonostante il no della gip

In un contesto già teso, un altro sviluppo procedurale ha attirato l'attenzione degli osservatori. La gip Daniela Garlaschelli ha infatti respinto la richiesta di incidente probatorio avanzata dalla difesa di Andrea Sempio, uno degli imputati, sui computer di Alberto Stasi e Chiara Poggi. Una decisione che, tuttavia, non è stata letta in termini totalmente negativi dalla difesa stessa. L'avvocata Angela Taccia, intervenendo in televisione insieme al collega Liborio Cataliotti, ha infatti osservato come la Procura abbia comunque disposto accertamenti tecnici che mirano a chiarire proprio quei punti che gli avvocati intendevano sottoporre a esame, ovvero la ricerca di un possibile movente. "Obiettivo raggiunto", ha dichiarato Taccia, perché le indagini ordinate dal pubblico ministero – tra verifiche sui dispositivi e attività sui reperti – sembrerebbero ora indirizzate verso le medesime direttrici investigative sollecitate dalla difesa, pur seguendo un canale procedurale diverso.

Le indagini tecniche proseguono sui diversi fronti

Mentre il dibattito sui metodi prosegue, le attività investigative disposte dalla Procura non si fermano. Gli accertamenti, che includono analisi informatiche approfondite e riesami di materiale già acquisito, vanno avanti nel tentativo di fare luce su una vicenda che da anni attende risposte definitive. Il ricorso a un consulente esterno, per quanto discusso, rientra in questo sforzo di approfondimento tecnico, un passaggio spesso cruciale in casi che vedono al centro una mole significativa di dati digitali. Resta da vedere se il lavoro di questo perito, e l'intero svolgimento delle indagini, riusciranno a sciogliere i nodi irrisolti, mantenendo una netta separazione dalle narrazioni che nel frattempo continuano a circolare sullo schermo e sulle pagine dei giornali.

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