Rimini, 12enne morto risucchiato nella vasca idromassaggio: tre indagati per omicidio colposo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La procura di Rimini, come emerso nelle ultime ore, ha formalmente aperto un fascicolo per omicidio colposo in relazione alla morte del piccolo Matteo Brandimarti, il dodicenne originario di San Benedetto del Tronto tragicamente deceduto all’ospedale “Infermi” del capoluogo romagnolo. Il ragazzino, che vi era stato ricoverato nel pomeriggio della domenica di Pasqua dopo un incidente tanto spaventoso quanto anomalo, non ce l’ha fatta a causa delle gravissime lesioni riportate quando il suo è rimasto incastrato – lo raccontano i primi sommari accertamenti – nel bocchettone di aspirazione di una vasca idromassaggio. Tre persone, la cui identità non è stata ancora resa nota dagli inquirenti per esigenze di riservatezza investigativa, risultano già iscritte nel registro degli indagati, un passaggio quasi obbligato per consentire loro la nomina di consulenti tecnici in vista degli accertamenti.
L’attenzione degli inquirenti è focalizzata sulla sicurezza dell’impianto della Spa
L’episodio, che ha dell’incredibile per la sua violenza meccanica, è avvenuto all’interno del centro benessere dell’Hotel Duca di Montefeltro di Pennabilli, in provincia di Rimini; l’albergo, come si legge nei primi verbali, dispone di una struttura ricettiva frequentata da famiglie e turisti. La dinamica, per quanto ancora da ricostruire nei minimi dettagli, ruota attorno alla potenza della pompa di ricircolo dell’acqua e all’assenza – questa è l’ipotesi al vaglio – di sistemi di sicurezza in grado di bloccare immediatamente l’aspirazione in caso di ostruzione. Il pubblico ministero di turno, che coordina le indagini dei carabinieri, ha disposto il sequestro dell’intera area della Spa e, in particolare, della vasca incriminata, dalla quale i tecnici hanno già prelevato componenti meccanici e idraulici.
Gli sviluppi delle indagini e l’autopsia disposta per lunedì
Per dare una risposta certa a domande tecniche cruciali – ad esempio se il sistema di aspirazione fosse dotato di una doppia griglia di protezione o di una valvola di sblocco automatico – i medici legali procederanno all’esame autoptico sul del dodicenne nella giornata di lunedì 13 aprile. L’esame, che sarà eseguito presso l’obitorio dell’ospedale “Infermi” di Rimini, dovrà chiarire con precisione la causa scatenante del decesso: se cioè il ragazzino sia annegato a causa dell’impossibilità di staccarsi dalla presa o se abbia subito un trauma diretto da decompressione. L’esito di questi rilievi, come spesso accade in casi analoghi, orienterà le accuse verso una responsabilità più o meno grave dei tre indagati, tutti al momento a piede libero.
Tre persone iscritte nel registro, nessuna misura cautelare per ora
Al momento, a carico dei tre indagati – si ipotizza possano essere il titolare della struttura, un manutentore dell’impianto idraulico e forse un responsabile del centro benessere – non è stata richiesta alcuna misura cautelare personale. La procura, attraverso una breve nota diffusa dopo la formalizzazione dell’iscrizione, ha precisato che si tratta di un atto dovuto per procedere con i dovuti accertamenti tecnici; nessuno dei tre, infatti, è stato ancora interrogato formalmente. Il fascicolo, al momento, contiene le prime dichiarazioni dei sanitari del 118, intervenuti sul posto dopo la disperata richiesta di aiuto della famiglia del bambino, e i rilievi fotografici della scientifica. L’unica certezza, in questo quadro ancora largamente in evoluzione, è che la morte di Matteo Brandimarti è stata causata da un meccanismo di aspirazione di una vasca idromassaggio; il resto – la presenza o meno di difetti di manutenzione, l’adeguatezza della segnaletica, la sorveglianza nella Spa – è ciò che i periti dovranno stabilire.




