Prorogato fino al primo maggio il taglio delle accise su benzina e diesel
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Redazione Interno
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Il Consiglio dei ministri, riunito nella mattinata di venerdì 3 aprile per quella che era l’ultima seduta prima della pausa pasquale, ha evitato di lasciare spazio a eventuali sorprese per gli automobilisti italiani. Nessuna sterzata, quindi, bensì la conferma di una misura che, nelle intenzioni dell’esecutivo, si rivela ormai strutturale per arginare la rincorsa al rialzo dei prezzi dei carburanti. A darne notizia, al termine della riunione a Palazzo Chigi, è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: “Proroghiamo il taglio delle accise fino al 1° maggio”, ha dichiarato in conferenza stampa, illustrando i contenuti del decreto legge appena approvato. Un provvedimento, questo, che estende di fatto la riduzione di 25 centesimi a litro – quella stessa riduzione che, va ricordato, sarebbe scaduta il 7 aprile – portando il termine utile al primo giorno del mese successivo.
Un decreto d’urgenza per evitare l’effetto Pasquetta
La scelta di intervenire con un decreto legge, spiega Giorgetti, risponde a precisi vincoli di natura temporale: “Qui parliamo di emergenza e urgenza”, ha sottolineato il titolare del dicastero di via XX Settembre, “e quindi un decreto legge a tutti gli effetti dovuto”. Il riferimento è alla scadenza originaria, fissata per il lunedì di Pasqua, una data che avrebbe potuto trasformarsi in un problema non da poco per milioni di italiani in partenza per le vacanze. Con la proroga al 1° maggio, invece, il governo Meloni prova a tenere sotto controllo una voce di spesa – quella dei pieni di benzina e gasolio – diventata negli ultimi mesi particolarmente pesante per le famiglie e le imprese. L’intervento, dal punto di vista finanziario, è stato quantificato in circa 500 milioni di euro.
Sostegno anche alle aziende agricole, ricalcato il modello pesca
Non solo accise, però, nel decreto approvato dal Consiglio dei ministri. Giorgetti ha infatti annunciato “un intervento mirato sulle aziende agricole”, alle quali viene esteso il credito d’imposta al 20% già in precedenza adottato per il comparto della pesca. Una misura, questa, che ricalca lo stesso meccanismo pensato per gli operatori ittici – i quali, va detto, avevano già beneficiato di uno sconto fiscale sulla base dei medesimi parametri – e che ora viene allargata al mondo dell’agricoltura. Un segnale, se vogliamo, di continuità nell’approccio del governo: da un lato si interviene sui carburanti per calmierare i prezzi alla pompa, dall’altro si alleggerisce il carico fiscale su settori produttivi particolarmente esposti ai rincari dell’energia e dei mezzi tecnici.
La logica della proroga breve e l’assenza di svolte annunciate
Nessuna rivoluzione, dunque, ma l’estensione di un meccanismo già rodato. La riduzione delle accise, varata per la prima volta il 18 marzo, aveva dimostrato nei fatti una certa efficacia nel contenere la volatilità dei listini, senza però risolvere a monte il problema della dipendenza italiana dalle importazioni di greggio. Il termine del 1° maggio, peraltro, lascia intendere che l’esecutivo preferisca procedere per step temporali brevi – forse per monitorare con maggiore frequenza l’andamento dei mercati internazionali – piuttosto che impegnarsi in una riduzione strutturale e indefinita. Ai cronisti che gli chiedevano conto dei dettagli, Giorgetti ha risposto con cifre alla mano: 500 milioni è il costo dell’operazione, una somma che verrà coperta all’interno delle compatibilità di bilancio senza necessità di ulteriori manovre correttive. Gli automobilisti, dal canto loro, potranno continuare a beneficiare del taglio alla pompa per tutte le prossime quattro settimane. Poi, si vedrà.
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