Usa offriranno per la prima volta servizi consolari in un insediamento in Cisgiordania

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme ha annunciato l’avvio di servizi consolari in due insediamenti israeliani in Cisgiordania, una decisione che segna un ulteriore allontanamento dalla posizione tradizionalmente mantenuta dalla diplomazia americana sulla questione dei territori occupati. A partire da venerdì 27 febbraio, funzionari consolari saranno operativi a Efrat, insediamento a sud di Betlemme, per offrire servizi di routine come il rilascio di passaporti ai cittadini statunitensi -2. L’iniziativa, che rientra nel programma denominato Freedom 250, prevede nei prossimi mesi analoghe giornate di sportello a Beitar Illit, altro insediamento ultraortodosso, e parallelamente in località palestinesi come Ramallah, oltre che in città israeliane tra cui Haifa, Netanya e Beit Shemesh -10. La scelta di operare all’interno di insediamenti considerati illegali dal diritto internazionale — e dalla gran parte della comunità internazionale — rappresenta una novità assoluta, sebbene l’ambasciata abbia già in passato fornito assistenza in città palestinesi della Cisgiordania -3.

La reazione di Israele non si è fatta attendere, e il ministero degli Esteri ha infatti accolto la notizia definendola una "decisione storica", ringraziando pubblicamente l’ambasciatore Mike Huckabee per il contributo a rendere le relazioni bilaterali "più strette e forti che mai" -2. Huckabee, del resto, non ha mai nascosto le proprie posizioni favorevoli agli insediamenti, e in passato si è riferito alla Cisgiordania usando la terminologia biblica israeliana di "Giudea e Samaria", suscitando non poche critiche -3. Dal canto loro, i funzionari dell’ambasciata americana, nel dare l’annuncio attraverso i canali social, hanno voluto precisare che l’iniziativa non rappresenta un cambiamento della politica ufficiale di Washington, bensì uno sforzo per "raggiungere tutti gli americani" -1. Una distinzione che appare tuttavia piuttosto sottile, visto che si stima siano decine di migliaia i cittadini con doppio passaporto israelo-statunitense residenti proprio in quelle aree -10.

La condanna palestinese e il nodo del diritto internazionale

La mossa è stata immediatamente condannata dalle autorità palestinesi, che vi leggono un riconoscimento di fatto della legittimità degli insediamenti e un sostegno implicito alla politica di occupazione. La Commissione palestinese per la resistenza al muro e agli insediamenti ha parlato di "chiara violazione del diritto internazionale" e di "favoreggiamento nei confronti delle autorità di occupazione" -3. Ancora più netta la posizione di Hamas, che in una dichiarazione ufficiale ha definito l’iniziativa un "precedente pericoloso" e un passo verso la legittimazione del controllo israeliano sulla Cisgiordania -1. La scelta americana arriva peraltro a pochi giorni di distanza dall’approvazione da parte del governo israeliano di un piano per la registrazione di vaste aree della Cisgiordania come "terreno demaniale", una decisione che secondo gli osservatori equivale a una annessione strisciante e che ha già scatenato una ridda di proteste internazionali -3. La tempistica, insomma, non fa che rafforzare la percezione, presso i palestinesi, di un allineamento sempre più marcato dell’amministrazione Trump con le posizioni dei coloni.

Il nodo del disarmo di Hamas e la seconda fase del piano per Gaza

Mentre sulla Cisgiordania si addensano queste nubi, il dossier Gaza continua a presentare criticità tutt’altro che risolte, con la seconda fase del piano promosso da Washington che stenta a decollare proprio sul punto più spinoso, quello del disarmo del movimento islamista. Il piano, annunciato a gennaio, prevede un percorso articolato: cessazione delle ostilità, ritiro delle forze israeliane dalla Striscia e insediamento di un’amministrazione palestinese ad interim sostenuta da una forza internazionale di stabilizzazione -6. Ma Israele, come riferito dal Guardian, mantiene una linea di fermezza, chiedendo il disarmo completo e immediato di Hamas e minacciando, in mancanza di questo, il ritorno a operazioni belliche su larga scala. Un nodo che appare al momento piuttosto difficile da sciogliere, considerato che il gruppo islamista, pur avendo manifestato una disponibilità a discutere la questione in sede negoziale, lega ogni ipotesi di consegna delle armi alla fine dell’occupazione e al ritiro totale delle truppe israeliane -7. Non solo: Hamas chiede anche che i propri uomini, attualmente inquadrati in una forza di polizia di circa diecimila unità, possano essere integrati nel nuovo apparato di sicurezza che dovrebbe gestire l’enclave, una richiesta che Israele respinge con decisione -6.

La posizione della Casa Bianca e gli sviluppi sul campo

Sullo sfondo di queste tensioni, la posizione della Casa Bianca appare segnata da alcune contraddizioni, o quanto meno da una linea che cerca di bilanciare aperture e distinguo. Da un lato, Donald Trump ha pubblicamente ribadito la sua opposizione a un’annessione formale della Cisgiordania, preoccupato che un gesto unilaterale possa compromettere gli sforzi in corso per stabilizzare la situazione a Gaza e favorire l’integrazione regionale -10. Dall’altro lato, però, la sua amministrazione non ha mosso un dito per frenare l’espansione degli insediamenti, che anzi sotto il suo mandato hanno conosciuto un’accelerazione significativa, e con la decisione sui servizi consolari compie un gesto che oggettivamente rafforza la presenza israeliana nei territori occupati -9. L’ambasciatore Hucke bee, del resto, continua a utilizzare una retorica che lascia poco spazio all’immaginazione, e la sua presenza alla guida della diplomazia americana in Israele è vista dagli osservatori come una garanzia per i coloni. La scelta di aprire sportelli consolari a Efrat e Beitar Illit, in definitiva, si inserisce in un quadro più ampio in cui gli Stati Uniti, pur dichiarando di non voler modificare lo status quo, di fatto ne stanno riscrivendo le regole, un passo alla volta.

description: L'ambasciata Usa a Gerusalemme annuncia servizi consolari negli insediamenti di Efrat e Beitar Illit. Condanne palestinesi mentre si arena il piano per il disarmo di Hamas.

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