Zelensky chiede un cessate il fuoco immediato: "Nessun attesa fino all'8 maggio"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Volodymyr Zelensky ha respinto con fermezza la proposta di Vladimir Putin di una tregua limitata tra l’8 e il 10 maggio, definendola "un’altra manipolazione" del Cremlino. "Non si deve aspettare una data simbolica per fermare le ostilità. Il cessate il fuoco deve essere immediato, totale e incondizionato, con una durata minima di 30 giorni", ha dichiarato il presidente ucraino, sottolineando che solo queste condizioni potrebbero aprire la strada a un negoziato credibile. Le sue parole, pronunciate con tono deciso, lasciano poco spazio a interpretazioni: Kiev non intende accettare accordi parziali, percepiti come una mossa propagandistica più che come un reale tentativo di dialogo.

Dall’altro lato, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha ribattuto accusando Zelensky di "evitare una risposta costruttiva", mentre Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha lanciato un’amara critica verso l’Italia, sostenendo che Mosca "si è fidata troppo di molti paesi, compreso il vostro". Un’affermazione che sembra riferirsi agli stretti legami tra Roma e Kiev, rafforzati negli ultimi mesi nonostante le divisioni interne alla maggioranza.

Intanto, Giorgia Meloni – intervenuta al termine del vertice intergovernativo con la Turchia – ha espresso scetticismo sulla tregua di tre giorni proposta da Putin. "Prendiamo atto dell’iniziativa, ma ciò che serve è ben altro", ha detto la premier, senza nascondere che l’offerta russa appare insufficiente. "La Russia dimostri volontà concreta di pace, come ha fatto l’Ucraina", ha aggiunto, lasciando intendere che Mosca dovrebbe compiere passi più significativi per essere considerata credibile.

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