Un poker salva il Torino: la Lazio Primavera affonda a Orbassano
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Redazione Sport
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C’è chi festeggia la salvezza e chi, invece, archivia una trasferta da dimenticare in fretta. Il giorno della verità per il campionato Primavera 1 coincideva con la trentasettesima giornata, e allo stadio Valentino Mazzola di Orbassano il copione è stato scritto in modo piuttosto chiaro già nei primi minuti della ripresa. Il Torino di Francesco Baldini, infatti, ha travolto la Lazio con un secco 4-1, agganciando quella permanenza nella categoria che, occorre dirlo, era l’obiettivo prioritario della stagione granata. Un obiettivo centrato con una partita d’anticipo, complice anche un avvio di stagione difficile (quello dei piemontesi) che sembra ormai un lontano ricordo.
Da una parte, dunque, la gioia incontenibile dei ragazzi di Baldini, che hanno saputo approfittare in modo chirurgico delle disattenzioni avversarie. Dall’altra, la Lazio di Pierfrancesco Scalisi – che osservava la partita dalla tribuna a causa di una squalifica – si è presentata in campo con un approccio timido, priva di quelle idee necessarie per impensierire una difesa ben organizzata come quella torinese. Una serenità, quella del Torino, che è emersa nonostante le pressioni del momento, visto che un passo falso avrebbe potuto riaprire discorsi relativi ai playout; discorsi che, con questo successo, sono stati definitivamente chiusi.
Gabellini e gli errori fatali: l’analisi del match
A decidere le sorti dell’incontro è stato innanzitutto l’impatto del primo tempo, che si è chiuso sul punteggio di 1. Il merito di questo vantaggio va ascritto a Tommaso Gabellini, il quale, al trentatreesimo minuto, ha firmato un’azione personale di pregevole fattura: un destro a incrociare dal cuore dell’area che non ha lasciato scampo al portiere laziale D’Alessio. Tuttavia, se il primo tempo poteva ancora lasciare qualche speranza ai biancocelesti, l’inizio della ripresa ne ha definitivamente cancellata ogni ambizione. Il paradosso, per la formazione ospite, è che la débâcle è stata principalmente una macchina dei rimpianti costruita con i propri arti inferiori.
Sì, perché il secondo tempo ha messo in scena una sequela di errori tecnici individuali da manuale. Il 2-0 porta la firma di Perciun al quarantottesimo minuto, arrivato dopo una respinta corta di D’Alessio su un cross piuttosto innocuo. Lo stesso portiere laziale, a questo punto visibilmente provato, è stato protagonista in negativo anche sulla terza rete: appena sette minuti dopo (al cinquantacinquesimo), un’uscza a vuoto dello stesso estremo difensore ha regalato la sfera a Gabellini, che non ha avuto difficoltà a depositarla nella porta sguarnita per realizzare la sua doppietta personale.
La reazione inutile di Sana Fernandes e il poker finale
Nonostante il divario ormai ampio sul tabellone, però, la Lazio ha trovato la forza di reagire, accorciando le distanze al sessantaduesimo minuto con una prodezza dalla distanza di Sana Fernandes. Un gol, quest’ultimo, che ha ridato dignità al risultato ma che non ha mai realmente rimesso in discussione l’esito della contesa, vista la mole di gioco espressa dai granata. Un lampo isolato in una prestazione collettiva opaca, che non è bastato a evitare l’ennesima batosta stagionale in trasferta.
A chiudere definitivamente i conti ci ha pensato Ferraris, entrato nella fase calda del match, che ha approfittato di un’ingenuità difensiva nei minuti di recupero (al novantaduesimo minuto) per fissare il risultato sul definitivo 4. Un gol che ha avuto il sapore della ciliegina sulla torta per la formazione di Baldini, la quale ha dimostrato sul campo di meritare la salvezza, sfruttando al meglio le fragilità di una Lazio irriconoscibile.




