Waltz e le chat su Signal: l’uso di servizi non protetti per la politica estera Usa
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Redazione Esteri
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Mike Waltz, consigliere per la sicurezza nazionale durante l’amministrazione Trump, è finito nuovamente al centro di polemiche per l’utilizzo di strumenti di comunicazione non autorizzati, già emersi nello scandalo delle chat sugli attacchi in Yemen. Secondo quanto riportato da Politico, il suo team avrebbe creato oltre 20 gruppi su Signal – app crittografata, ma non approvata per le comunicazioni governative – per coordinare il lavoro su dossier sensibili, dall’Ucraina alla Cina, passando per Gaza, Africa ed Europa. Quattro fonti interne, che hanno avuto accesso alle conversazioni, hanno confermato la presenza di "discussioni su informazioni riservate", sollevando dubbi sulle violazioni dei protocolli di sicurezza.
Non solo Signal: Waltz avrebbe fatto ricorso anche a un account Gmail personale per scambiare documenti ufficiali, come rivelato dal Washington Post. Una pratica che, se confermata, violerebbe le norme federali sulla tutela dei dati, essendo i servizi commerciali privi delle garanzie richieste per le comunicazioni di governo. L’episodio rientra in un pattern già osservato in passato, dove funzionari hanno optato per piattaforme più agili ma meno sicure, esponendosi a rischi di fughe o intercettazioni.




