Una sala trucco al Pentagono e chat riservate: le ombre su Hegseth e i ministri Ue

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre Pete Hegseth, segretario alla Difesa degli Stati Uniti, nega con veemenza che sia stata allestita una sala trucco per le sue apparizioni pubbliche all’interno del Pentagono, le critiche sul suo operato si moltiplicano. La polemica, scoppiata dopo le rivelazioni di fonti interne, si intreccia con un’altra questione: l’uso di piattaforme di messaggistica crittografate, come Signal, non solo da parte di Hegseth ma anche dei ministri degli Esteri dell’Unione europea.

Se da un lato Hegseth insiste nel definire «false» le accuse relative alla presunta stanza adibita a studio di bellezza – un dettaglio che, se confermato, apparirebbe frivolo per un dipartimento impegnato in questioni di sicurezza nazionale – dall’altro emergono nuovi particolari sulle sue comunicazioni. Secondo indiscrezioni, il segretario alla Difesa avrebbe utilizzato connessioni internet non protette per accedere a Signal, sollevando dubbi sulla sicurezza delle informazioni scambiate.

La questione delle chat riservate, però, non riguarda solo Washington. Kaja Kallas, alto rappresentante per gli Affari esteri Ue, ha amministrato un gruppo su Signal in cui dialogavano i ministri degli Esteri europei. La rivelazione, anticipata dall’austriaca Beate Meinl-Reisinger e confermata dal Servizio europeo per l’azione esterna, ha riaperto il dibattito sulla trasparenza delle comunicazioni diplomatiche. «Per conservare fiducia, credibilità ed efficacia», si giustificano le istituzioni Ue, ma il contenuto di quelle conversazioni resta top secret.

Intanto, il Pentagono è scosso da un altro cambiamento: Joe Kasper, capo dello staff di Hegseth, lascia immediatamente il Dipartimento della Difesa. Inizialmente si parlava di un semplice passaggio a un altro incarico interno, ma ora la sua uscita appare definitiva. Kasper, figura chiave nella sospensione di alcuni funzionari accusati di aver diffuso notizie dannose su Hegseth, tornerà a occuparsi di relazioni governative e consulenza. Un epilogo che alimenta ulteriori interrogativi sui reali motivi del suo allontanamento e sui giochi di potere dietro le quinte.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.