Alessandro Impagnatiello, l'assassino di Giulia Tramontano, affronta la perizia psichiatrica
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Redazione Interno
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Alessandro Impagnatiello, l'uomo accusato di aver ucciso la sua fidanzata Giulia Tramontano, incinta di sette mesi, è tornato in aula per rispondere alle domande dei suoi legali. La Corte d'Assise di Milano ha deciso che sarà sottoposto a perizia psichiatrica.
La confessione in aula
Durante l'interrogatorio, durato due udienze e più di otto ore in totale, Impagnatiello ha ricostruito gli ultimi mesi di rapporto con la vittima. Ha confessato di aver pranzato con la madre mentre il cadavere di Giulia era in auto. Ha descritto se stesso come un "vaso pieno di bugie" e ha affermato di non essere pazzo, pur avendo sperato di esserlo.
Il demone interiore
Impagnatiello ha parlato di un "sfogo personale" durante il processo, affermando di non ricordare l'omicidio e di sentirsi come se avesse un demone dentro di sé. Ha rivelato di aver ricevuto consigli da vari operatori in carcere, che gli hanno suggerito di andare avanti e non tornare indietro.
Il ricordo di Giulia
Prima di rientrare nella gabbia, Impagnatiello ha voluto dire qualcosa su Giulia. Ha parlato di quanto lei desiderasse il piccolo e di quanto fosse stata una leonessa nel suo affrontare la vita. Ha citato una lettera della madre di Giulia, in cui la definisce una leonessa e afferma di sentirla sua solo quando si trova al cimitero.
La relazione segreta
Durante il processo, è emerso che Impagnatiello aveva una relazione segreta a Ibiza, con la quale aveva scambiato 500 messaggi. Questo dettaglio potrebbe avere un ruolo importante nel processo e nella comprensione delle dinamiche che hanno portato all'omicidio di Giulia Tramontano.
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