Il trasferimento del questore Sbordone e il caso politico di Bologna
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Redazione Interno
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La decisione del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi di trasferire Antonio Sbordone dalla questura di Bologna a quella di Venezia, sostituendolo con Gaetano Bonaccorso, ha acceso un dibattito che travalica il semplice avvicendamento di routine, configurandosi come un nuovo capitolo di tensione tra governo e città. Sbordone, il cui mandato si concluderà il 12 gennaio, lascia una piazza che ha gestito in un periodo particolarmente complesso per l'ordine pubblico, caratterizzato da numerose manifestazioni, tra cui quelle in sostegno alla Palestina, la cui conduzione gli è valsa sia critiche accese che riconoscimenti.
Le reazioni del sindacato e della Cgil
Mentre il Segretario provinciale del SAP, Tonino Guglielmi, ha espresso un saluto istituzionale a Sbordone – ricordando un rapporto improntato a “correttezza, ascolto e collaborazione concreta” – e un “bentornato” a Bonaccorso, ben diverso è il tono utilizzato dalla Cgil bolognese. Il sindacato, infatti, vede nel trasferimento un ulteriore segnale di un attacco politico sistematico alla città, dopo quelli rivolti, a suo dire, al mondo del lavoro, al Comune e all'Università. “Ci preoccupa il tentativo da parte del governo di utilizzare Bologna come luogo della polemica politica permanente” ha dichiarato l'organizzazione, interpretando la mossa come un colpo sferrato direttamente a una delle istituzioni cardine del territorio.
Il fuoco incrociato della politica locale
La vicenda ha scatenato un immediato botta e risposta tra le forze politiche in città. Da un lato, esponenti di Fratelli d'Italia, il partito di governo, hanno a più riprese criticato l'operato di Sbordone, arrivando ad addebitare parte delle difficoltà anche all'amministrazione comunale guidata da Matteo Lepore, accusata di aver minato la credibilità delle istituzioni. Dall'altro, l'assessora alla sicurezza Matilde Madrid ha replicato con durezza, tacciando di “ipocrisia” le dichiarazioni del centrodestra, che dopo aver attaccato ripetutamente il questore ora sembra cavalcare polemiche sul suo trasferimento.
Il bilancio di un mandato sotto pressione
Sbordone stesso, pur evitando di alimentare le polemiche e definendosi “soddisfatto per la gestione dei cortei”, ha vissuto un mandato segnato da forti pressioni, non solo per la gestione delle piazze ma anche per il clima politico nazionale che ha spesso posto Bologna, tradizionalmente amministrata dalla sinistra, sotto una lente d'ingrandizio ne particolare. Il suo trasferimento, quindi, si colloca all'interno di un mosaico più ampio di movimenti decisi dal Viminale, ma viene letto da molti come l'epilogo di una stagione di conflitto, lasciando in eredità al successore una questura al centro di attenzioni che vanno ben oltre i confini provinciali.




