Jannik Sinner, ginocchio sotto esame: decisivi i prossimi controlli tra Milano e Torino
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Redazione Sport
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Il rientro di Jannik Sinner resta appeso a un filo. Dopo il forfait al Masters 1000 di Montreal, a Cincinnati, agli US Open e ora anche all'ATP 500 di Pechino, il numero uno del mondo continua a fare i conti con un problema al ginocchio destro che si sta rivelando più ostinato del previsto. L'ultimo match ufficiale dell'altoatesino resta la finale di Wimbledon vinta il 12 luglio contro Alexander Zverev, poi più nulla: solo terapie, controlli e una riabilitazione che non ha ancora prodotto i risultati sperati.
Il suo staff sta valutando con attenzione i prossimi passi e, tra le ipotesi sul tavolo, compare anche quella chirurgica, per ora considerata uno scenario estremo.
Una sindrome extra-articolare
Secondo quanto emerso nelle ultime settimane, il problema di Sinner sarebbe legato a una sindrome della bandelletta ileotibiale, una condizione extra-articolare che interessa la parte esterna del ginocchio. La bandelletta ileotibiale è una fascia di tessuto fibroso che dalla pelvi scende lungo il lato esterno della coscia e si aggancia alla tibia, appena sotto il ginocchio. Ogni volta che l'articolazione si piega e si distende, questa struttura scorre sopra una sporgenza del femore, l'epicondilo laterale, e proprio in quel punto i tessuti possono infiammarsi.
La natura extra-articolare della sindrome significa che il danno non è interno al ginocchio, ma esterno, e questo orienta le strategie di trattamento verso un approccio conservativo piuttosto che verso interventi invasivi immediati.
La strada conservativa
Il protocollo seguito finora da Sinner prevede riposo, fisioterapia, un lavoro specifico su anche e glutei, terapie fisiche come le onde d'urto e, se necessario, infiltrazioni. L'obiettivo è ridurre l'infiammazione e permettere un ritorno graduale ai carichi di lavoro senza forzare l'articolazione. Il ginocchio, però, non ha risposto come sperato: nonostante le settimane di stop e gli allenamenti ripresi a Montecarlo sotto la guida del coach Simone Vagnozzi, il dolore non è scomparso e la partecipazione al torneo di Pechino è stata prima messa in dubbio e poi definitivamente esclusa.
Lo stesso Sinner ha spiegato sui social che il ginocchio non è ancora nelle condizioni che vorrebbe e che non si sente pronto a competere.
Il calendario che si stringe
Con Pechino fuori dai giochi, l'attenzione si sposta ora sul Masters 1000 di Shanghai, in programma dal 7 al 18 ottobre, dove Sinner è iscritto ma la cui presenza resta in forte dubbio. Se anche Shanghai dovesse saltare, il ritorno in campo potrebbe slittare verso la fine di ottobre, con Vienna come possibile tappa di rientro. Il calendario, intanto, non concede tregue: dopo la vittoria a Pechino nel 2025, Sinner ha perso 500 punti in classifica, pur mantenendo la vetta del ranking con 11.000 punti.
Alexander Zverev, numero due del mondo, resta a distanza ma osserva con attenzione l'evolversi della situazione.
La posizione in classifica
Nonostante lo stop prolungato, Sinner conserva il primato mondiale per la 91ª settimana consecutiva. Un dato significativo, considerando che il 2026 era iniziato con cinque Masters 1000 vinti consecutivamente tra Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e Roma, un percorso che gli aveva permesso di accumulare un margine considerevole. Ora, però, il vantaggio potrebbe assottigliarsi se l'assenza dovesse protrarsi ancora.
La priorità dichiarata dall'azzurro e dal suo team resta una sola: tornare in campo solo quando il ginocchio darà garanzie sufficienti, evitando ricadute che potrebbero compromettere non solo la parte finale della stagione, ma anche la preparazione del 2027.
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