Atalanta, Serina chiude il mercato con un bilancio positivo ma una questione aperta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La sessione di trasferimenti invernale, che si è appena conclusa, consegna all’Atalanta un bilancio economico ampiamente positivo e una rosa notevolmente sfoltita secondo criteri precisi, sebbene una macchia, per quanto unica, appaia significativa nel contesto di un’operazione per il resto impeccabile. Il direttore sportivo, infatti, ha brillantemente risolto due problemi immediati, chiudendo con un guadagno netto la vicenda relativa a Ademola Lookman – la cui cessione all’Atletico Madrid per 35 milioni di euro costituisce l’operazione più onerosa dell’intero mercato italiano – e garantendosi, con l’ingresso di un giovane talento, un passo verso il futuro. La partenza del nigeriano, del resto, era nell’aria da tempo, considerato che lo stesso calciatore, stando a quanto ricostruito, già in estate riteneva concluso il suo percorso a Bergamo; una circostanza che rende ancor più efficace la trattativa portata a termine, nonostante alcune voci di mercato abbiano suggerito come in passato fossero arrivate proposte anche più sostanziose, come quella dell’Inter.

Il record e la razionalizzazione della squadra

Oltre al caso eclatante di Lookman, che ha permesso al club di primeggiare nelle graduatorie di spesa, l’attività è proseguita con la cessione di altri elementi, contribuendo a formare quella che in gergo tecnico viene definita una squadra da “dieci coppie” di giocatori di movimento. Un lavoro di pulizia e razionalizzazione, insomma, condotto senza troppi clamori ma con una linearità che i più apprezzano, anche alla luce delle offerte arrivate da club inglesi e, in misura minore, dal mondo arabo, le quali non hanno però scalfito la strategia decisa dalla società. L’unico acquisto, quello del giovane Raspadori, va letto in questa ottica di medio periodo, come un investimento su un profilo promettente che può crescere all’interno di un progetto consolidato.

L’unica ombra sul centrocampo

Se la gestione delle uscite e l’unico innesto possono dunque essere considerati dei punti di forza, un’ombra pesante si stende invece sul reparto di centrocampo, dove la situazione, piuttosto che essere risolta, sembra essersi addirittura complicata. La chiusura del mercato senza che sia stato trovato un sostituto per Ederson – il cui futuro appare ora più incerto – rappresenta una questione delicata che il tecnico dovrà gestire nei prossimi mesi, affidandosi esclusivamente alle risorse attualmente a disposizione. Una scelta, o forse una necessità dettata dalle circostanze, che lascia un interrogativo aperto sulla solidità del settore centrale in vista della parte decisiva della stagione.

Una strategia chiara tra presente e futuro

Nel complesso, l’operato del direttore sportivo mostra una regia chiara, tesa a coniugare le esigenze finanziarie – con un attivo rilevante – con una pianificazione sportiva che guarda oltre l’immediato. La sostituzione di Lookman con un elemento più giovane e dalle caratteristiche simili ne è la prova più evidente, così come la decisione di non disperdere il capitale guadagnato in acquisti impulsivi. Rimane, tuttavia, il nodo centrocampo, un problema che era noto e che il mercato invernale non ha affrontato, anzi, lasciando la squadra con un organico ridotto in quel settore. Il bilancio, perciò, non può che essere positivo ma incompleto, segnato da un’assenza che potrebbe riverberarsi sul campo.

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