Atalanta-Parma 4-0, Serina racconta il dominio nerazzurro e le chiavi tattiche
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Redazione Sport
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Sette gradi in un 25 gennaio senza sole hanno fatto da cornice a una vittoria, quella dell'Atalanta sul Parma, netta quanto necessaria, la cui entità – un 4-0 senza repliche – ha eguagliato il successo in Coppa Italia contro il Genoa diventando il risultato più ampio in campionato. Una giornata, quella di sabato, che non ha conosciuto storia dopo il vantaggio siglato nel primo quarto d'ora e che si è praticamente chiusa prima della mezz'ora, permettendo alla squadra di rilanciare la sua corsa in una fase delicata della stagione. Il clima anomalo e i riferimenti folkloristici ai giorni della Merla restano, in effetti, un dettaglio marginale di fronte a una reazione di carattere e qualità che ha prodotto una prestazione convincente e mai messa in discussione.
Il rebus del 5-2-3 e la soluzione in campo
La partita, nelle sue spigolature tattiche, ha presentato un elemento ricorrente: il modulo avversario. Dopo il Bilbao di Valverde, infatti, è stato il Parma del connazionale Cuesta a schierarsi con un 5-2-3, una formazione non canonica che, con le sue ali avanzate rispetto ai due mediani, tende a creare duelli individuali specialmente contro una difesa a tre. Una scelta, quella del tecnico parmense, che puntava evidentemente a ripetere gli schemi della sfida di Champions League, ma che l'Atalanta ha saputo disinnescare con prontezza, dimostrando di avere imparato la lezione.
Le scelte di Palladino e il controllo del match
La risposta del mister nerazzurro, in questo senso, è stata precisa. Palladino ha confermato il suo 3-4-2-1 ma con alcuni accorgimenti significativi, a cominciare dalla corsia sinistra dove Zalewski è stato impiegato come esterno a tutta fascia, una decisione legata sia alla gestione fisica di Bernasconi sia all'esigenza di alzare la qualità tecnica nelle ricezioni in una zona centrale del campo che il Parma, in teoria, avrebbe voluto congestionare. Questa modifica, unita a un dominio tecnico e a un controllo emotivo palpabile fin dal fischio d'inizio, ha permesso alla squadra di gestire le fasi con sicurezza, trasformando quella che poteva essere un'incognita in un punto di forza.
I protagonisti di una serata perfetta
Tra i molti, due figure hanno simboleggiato la serata. Da una parte il portiere, autore di due parate decisive – un intervento in apertura su un colpo di testa e una prestazione superlativa a metà ripresa a fronte di un avversario lanciato a rete – che hanno mantenuto intatto il risultato, permettendogli per il resto della gara di limitarsi a rinvii di sicurezza e a incitare i compagni. Dall'altra, il ritorno in campionato di de Roon, che ha dominato la sua zona di competizione contro un avversario più votato alla copertura, proponendosi con continuità in fase offensiva e contribuendo a quel controllo del gioco che è stato la cifra della vittoria. Una vittoria che, per l'Atalanta, arriva in un momento cruciale e che ora proietta la squadra verso gli impegni futuri con un rinnovato spirito.




