Beatrice uccisa a Bordighera, l’autopsia ricostruisce gli ultimi giorni della bimba
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Redazione Interno
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Beatrice uccisa a Bordighera torna al centro dell’attenzione a sei mesi dalla morte della bambina di due anni deceduta nella notte tra l’8 e il 9 febbraio. Dai risultati dell’autopsia emergono elementi che contribuiscono a ricostruire quanto sarebbe accaduto nei giorni precedenti al decesso. La madre, Emanuela Aiello, si trova in carcere così come il compagno Emanuel Iannuzzi. Le nuove risultanze medico-legali vengono indicate come un passaggio rilevante nell’inchiesta che punta a chiarire le circostanze della morte della piccola e il contesto nel quale viveva.
Secondo quanto riportato, sul corpo della bambina sarebbero state riscontrate numerose ecchimosi descritte come “violacee” e distribuite in diverse parti del corpo. I segni individuati interesserebbero il volto, il collo, gli arti superiori, il torace, l’addome e gli arti inferiori. Proprio questi elementi vengono indicati tra gli aspetti più significativi emersi dall’esame autoptico. A distanza di mesi dal decesso, il quadro delineato dagli accertamenti fornisce una ricostruzione parziale di ciò che sarebbe avvenuto e rappresenta uno degli elementi sui quali si concentrano le accuse rivolte alla madre e al compagno.
Le risultanze dell’autopsia e gli elementi emersi
Nel racconto dei fatti riportati nelle ultime ore trovano spazio anche riferimenti a botte, lividi e a un trauma cranico che sarebbe stato presente da alcuni giorni. Le informazioni emerse dagli accertamenti medico-legali vengono considerate fondamentali per comprendere le condizioni nelle quali si trovava Beatrice prima della morte.




