Reti di consulenza, maggio da record: raccolta netta a 7 miliardi. Fideuram vola a 1,8 miliardi

Reti di consulenza, maggio da record: raccolta netta a 7 miliardi. Fideuram vola a 1,8 miliardi
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mese di maggio 2026 resterà probabilmente negli annali del risparmio gestito italiano, almeno stando ai numeri diffusi da Assoreti. Le reti di consulenza finanziaria hanno messo a segno la migliore raccolta netta mensile di sempre, un risultato che, di per sé, dice molto sull'appetito degli investitori e sulla capacità delle reti di intercettare flussi in un contesto economico che, pur con tutte le sue incertezze, continua a spingere verso la gestione professionale del patrimonio.

Il dato, che ammonta a 7 miliardi di euro, segna un incremento dell'8,4% rispetto ad aprile e un balzo del 61,8% su base annua, numeri che testimoniano una vitalità del settore difficile da ignorare.

L'equilibrio tra gestito e amministrato

A guardare la composizione dei flussi, ciò che colpisce è il sostanziale equilibrio tra le due grandi anime della consulenza. Da un lato, il risparmio gestito ha assorbito 3,3 miliardi di euro, confermando la fiducia degli investitori verso soluzioni che delegano le scelte operative a professionisti. Dall'altro, il comparto amministrato ha fatto segnare un +3,7 miliardi, suddiviso tra strumenti finanziari amministrati per 2,1 miliardi e liquidità per 1,6 miliardi.

Questo dato, in particolare, suggerisce come una parte non trascurabile della clientela preferisca mantenere una certa flessibilità, magari in attesa di cogliere opportunità di mercato, senza per questo rinunciare al rapporto con il proprio consulente.

Fideuram e la leadership del private banking

In questo scenario da record, spicca la performance di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, che ha registrato una raccolta netta complessiva di 1,865 miliardi nel solo mese di maggio. Un dato che non solo supera quello dei principali competitor, ma che porta il Gruppo Fideuram a toccare quota 7,621 miliardi da inizio anno, una cifra che consolida la sua posizione di leader indiscusso nel private banking, nella consulenza finanziaria e nel wealth management in Italia.

La capacità di attrarre capitali in un momento di forte competizione, con tutti i player che cercano di ritagliarsi la loro fetta di mercato, è un indicatore piuttosto chiaro della solidità del modello di business e della fiducia che il cliente finale ripone nel marchio.

Le prospettive del wealth management italiano

Se i dati di maggio disegnano un presente roseo, lo sguardo non può che spingersi verso le possibili evoluzioni del settore, in particolare alla luce dell'OPAS lanciata da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena. Un'operazione che, come sottolineato da Tommaso Corcos, responsabile Wealth Management Divisions del gruppo, potrebbe ridisegnare gli equilibri dell'intero comparto.

L'idea, al di là della mera integrazione industriale, è quella di costruire una piattaforma di consulenza patrimoniale ancora più solida e capillare, capace di offrire nuove opportunità non solo ai banker e ai consulenti finanziari, ma anche e soprattutto a una clientela che ricerca sempre maggiore competenza e personalizzazione nell'approccio al risparmio. La partita, insomma, è destinata a giocarsi su più tavoli, con le reti di consulenza chiamate a dimostrare di saper mantenere il passo in un contesto che cambia rapidamente.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.