Zendaya e Robert Pattinson all’Antica Pesa di Francesco Panella, il rito delle star tra “qualcosa di prestato” e le stanze del Campidoglio

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è un rituale che si ripete invariato, quasi fosse una scena fissa di un copione scritto decenni fa, quando i divi di Hollywood cercavano un angolo autentico dove rifugiarsi dopo il tripudio dei flash. Giovedì 26 marzo, a scrivere l’ennesimo capitolo di questa consuetudine sono stati Zendaya e Robert Pattinson, che subito dopo la prima romana di The Drama hanno varcato la soglia dell’Antica Pesa, il ristorante trasteverino della famiglia Panella che da oltre un secolo funge da salotto buono per il cinema internazionale. Non si tratta di una scelta casuale, ma di una tappa quasi obbligata per chi, come i due protagonisti, si trova a passare per Roma: l’esercizio, nato nel lontano 1922 come ritrovo per i veterani garibaldini, ha consolidato nel tempo la fama di luogo di culto capace di attrarre generazioni di attori, da Audrey Hepburn a Quentin Tarantino, trasformando la cena post-première in un prolungamento del red carpet.

L’occasione per l’incontro romano, del resto, giustificava ampiamente il trasferimento nella Capitale: la coppia di divi era in città per presentare The Drama, il nuovo film di Kristoffer Borgli prodotto da A24 che approderà nelle sale italiane il primo aprile con la distribuzione di I Wonder Pictures. E se la pellicola si addentra nei meandri oscuri di una relazione in crisi a ridosso del matrimonio, il tour promozionale ha preso una piega decisamente nuziale, con Zendaya che ha trasformato ogni sua apparizione in un’esercitazione di stile a tema. L’attrice, 29 anni, ha orchestrato una serie di look ispirati al celebre detto anglosassone che vorrebbe la sposa adornata con “qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa di prestato, qualcosa di blu”. Sulla scalinata del Cinema Adriano, per la première, ha indossato un abito nero dalla silhouette architettonica firmato Giorgio Armani Privé, un capo che però custodiva un retroscena modaiolo: era stato già sfoggiato sul red carpet del Festival di Venezia da Cate Blanchett, diventando così l’elemento “prestato” del suo personale cerimoniale scaramantico.

Non è stato l’unico omaggio al rito portafortuna: nel tour che l’ha portata a Roma, l’attrice aveva già recuperato un abito Vivienne Westwood del 2015 per la première di Los Angeles (il “qualcosa di vecchio”), mentre a Parigi aveva indossato una creazione su misura Louis Vuitton (il “qualcosa di nuovo”), giocando con l’estetica della sposa in modo così puntuale da alimentare le speculazioni, mai confermate né smentite, sul suo presunto matrimonio segreto con Tom Holland. Al dito, a Roma, brillava un anello che molti hanno interpretato come una fede, dettaglio che ha incrementato la curiosità su un eventuale “sì” già pronunciato nella vita privata, mentre sul tappeto rosso l’attrice preferiva invece discutere del significato del film, riflettendo sul fatto che “non si può venire giudicati per i pensieri che custodiamo dentro di noi”.

La tradizione della “Sala Rossa” e il filo nero che lega Roma a Hollywood

Prima di accomodarsi ai tavoli dell’Antica Pesa, però, Zendaya e Robert Pattinson hanno voluto omaggiare la città con una visita istituzionale che ha il sapore della consuetudine per i grandi del cinema. La tappa in Campidoglio, con relativa foto nella celebre Sala Rossa dei matrimoni civili, ha rappresentato un ulteriore tassello del filo conduttore nuziale che lega la promozione del film. Non è stata una semplice sosta turistica: quello spazio, solitamente destinato alle unioni civili, ha fatto da cornice a una delle poche apparizioni ufficiali della coppia fuori dagli schemi della première, quasi a voler suggellare simbolicamente il legame tra l’immaginario cinematografico del film e la ritualità concreta della città.

Il tutto mentre la macchina organizzativa della famiglia Panella lavorava a stretto contatto con gli staff degli attori per garantire la consueta discrezione che ha reso celebre l’Antica Pesa. L’esercizio trasteverino, gestito da Francesco e dai fratelli Simone (che cura la cucina) e Lorenzo, rappresenta da sempre un punto di incontro dove la romanità più autentica si mescola al glamour senza tempo. Fondato dalla bisnonna Anita Pasquetti, il ristorante ha attraversato un secolo di storia trasformandosi da osteria popolare a destinazione obbligata per le star, complice anche l’apertura nel 2012 di una sede a Brooklyn che ha cementato il rapporto tra i Panella e il mondo dello spettacolo americano. La cena di giovedì, dunque, si inserisce in un solco già tracciato, dove il gesto di scegliere un locale “storico” diventa per gli attori un modo per radicarsi in una tradizione che li precede.

Quando l’abito (anche nero) racconta una storia più grande del film

La scelta del nero da parte di Zendaya per l’appuntamento romano ha rappresentato una deviazione interessante rispetto al bianco predominante dei look precedenti, ma non per questo meno legata al tema. L’abito, dal taglio scultoreo e dalla profonda scollatura impreziosita da pietre d’onice, ha permesso all’attrice di giocare con il concetto di “prestato” in modo letterale, attingendo all’armadio di una collega. È una strategia, questa del method dressing, che la 29enne ha già sperimentato in passato, basti pensare ai look a tema tennis per Challengers o a quelli futuristici per Dune. In questo caso, il riferimento costante al matrimonio ha trasformato ogni tappa del tour in una performance artistica che fonde la moda con la narrazione cinematografica, rendendo i confini tra realtà e finzione volutamente labili.

Sul red carpet, insieme a lei, Robert Pattinson ha assecondato il clima di complicità che ormai lega i due attori, destinati a ritrovarsi anche nei prossimi blockbuster come The Odyssey e il gran finale di Dune in arrivo a fine anno. Se per l’attore inglese, legato a Suki Waterhouse, il tema nuziale è stato affrontato con ironia (alla domanda sul primo ballo da sposato ha risposto citando Endless Love di Lionel Richie), per Zendaya il gioco di rimandi si è fatto più stratificato, coinvolgendo lo stylist Law Roach e alimentando una narrazione che tiene insieme gossip, alta moda e tradizioni popolari. Il risultato è stato un cortocircuito mediatico perfetto, in cui anche una visita in Campidoglio o una cena a Trastevere sono diventate parte integrante di un racconto più ampio.

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