Incendi nel Gargano, arrestato volontario di protezione civile di Vieste: otto roghi tra luglio e agosto

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Un uomo di 35 anni di Vieste, in provincia di Foggia, è in carcere da venerdì pomeriggio con l'accusa di essere l'autore di otto incendi boschivi dolosi divampati nei territori di Peschici e Vieste, nel Gargano, tra luglio e agosto. L'arresto è stato eseguito dai carabinieri forestali al termine di un'indagine coordinata dalla Procura di Foggia, che ha portato a un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Foggia su richiesta della stessa Procura.

L'uomo, che svolge l'attività di operatore ecologico, era volontario in un'associazione di protezione civile impegnata anche nella prevenzione e nello spegnimento degli incendi boschivi. Contestualmente all'esecuzione della misura cautelare, i militari hanno eseguito una perquisizione nella sua abitazione.

Le accuse e le prove raccolte dagli investigatori

Secondo l'impianto accusatorio, il volontario sarebbe stato ripreso dalle videoriprese mentre appiccava il fuoco in più punti, per poi allontanarsi a bordo della propria automobile senza sapere di essere filmato. A incastrarlo, oltre alle immagini, sarebbero stati anche i rilievi tecnici, le intercettazioni e l'incrocio tra i filmati di videosorveglianza e le coordinate GPS del veicolo nei luoghi di innesco.

Gli incendi contestati si sono verificati all'interno del perimetro del Parco Nazionale del Gargano e hanno distrutto diversi ettari di macchia mediterranea e vegetazione boschiva. All'indagato viene contestato il reato di incendio boschivo con due aggravanti: aver cagionato un danno grave, esteso e persistente a un'area protetta e aver agito in palese violazione dei doveri inerenti al suo ruolo di volontario attivo nel settore antincendio.

La difesa: «Persona su cui non c'è mai stato alcun sospetto»

«Al momento c'è un'ordinanza di custodia cautelare in carcere che è stata eseguita nei confronti dell'uomo. Ci sono cinque giorni di tempo per fissare l'interrogatorio di garanzia. Io non ho ancora avuto modo di parlare con il mio assistito. Posso solo confermare, dopo aver ascoltato non solo i familiari, anche i volontari che lo conoscono da anni, che è una persona su cui non c'è mai stato alcun sospetto», ha dichiarato l'avvocato Alessandro Petrone, difensore del 35enne.

Il volontario è stato sospeso dall'Associazione volontari di protezione civile Pegaso Vieste. Il vice presidente Giuseppe Mascia ha spiegato che il 35enne «collabora con l'associazione, nata nel 1998, fin dal 2013. È stato sempre un ragazzo disponibile». In un comunicato diffuso sui social, la stessa associazione ha invitato «la cittadinanza alla prudenza in attesa degli sviluppi investigativi», aggiungendo che, se i fatti contestati dovessero trovare conferma nelle sedi competenti, sarebbero i primi a sentirsi «profondamente traditi nei principi che rappresentiamo».

Le reazioni delle istituzioni

Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha commentato l'arresto definendolo «una notizia che ci riempie di amarezza». Rivolgendosi ai volontari della protezione civile, Decaro ha parlato di «persone straordinarie che dal soggetto in questione sono state danneggiate due volte»: la prima quando l'uomo avrebbe appiccato il fuoco, esponendole a rischi e costringendole a ore di lavoro per domare le fiamme; la seconda quando avrebbe scelto di «infangare l'immagine di un'intera struttura che si spende ogni giorno per presidiare e difendere i territori».

Il sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, ha espresso apprezzamento per il lavoro degli investigatori, invitando però ad attendere che «venga fatta chiarezza e che vengano resi noti gli elementi su cui si basa l'accusa», sottolineando al contempo la necessità di tutelare il lavoro quotidiano dei volontari della protezione civile.

Il sindaco di Peschici, Luigi D'Arenzo, ha rivolto un plauso alle forze dell'ordine e alla magistratura per l'individuazione del presunto responsabile, auspicando che l'inchiesta possa chiarire anche l'eventuale presenza di mandanti e, soprattutto, il movente alla base delle azioni contestate.

Le indagini proseguiranno per accertare se altri incendi siano riconducibili all'arrestato e per verificare l'eventuale presenza di complici. Nei mesi estivi, gli incendi che hanno interessato il Gargano avevano reso necessario l'intervento di Canadair ed elicotteri, con l'evacuazione di alcune famiglie in località vicine al centro abitato di Vieste.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.