L'Anm contro il decreto sicurezza: "Messaggio inquietante, strumento per reprimere il dissenso"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati, Rocco Maruotti, non usa mezzi termini nel criticare il nuovo decreto legge sulla sicurezza, approvato venerdì dal Consiglio dei ministri. "È inquietante il messaggio che trasmette", afferma, sottolineando come il provvedimento sembri costruito su due pilastri: l’invenzione di un problema inesistente e la predisposizione di strumenti repressivi. "Non si ravvisa alcuna emergenza legata all’ordine pubblico – osserva –, mentre appare evidente l’intento di colpire il dissenso".

Quello che per il governo rappresenta una risposta concreta alle richieste di tutela da parte dei cittadini, per l’Anm si configura invece come un ulteriore passo verso una deriva autoritaria. La norma, varata in fretta scavalcando l’iter parlamentare già avviato da mesi, introduce modifiche che alcuni definiscono marginali, altri peggiorative. Tra le critiche più aspre, quella di aver privilegiato un approccio securitario e penalista, lontano dalle reali necessità del Paese.

Cesare Parodi, presidente dell’Anm, ribadisce la necessità di dialogare con l’opinione pubblica per contrastare quella che considera una campagna denigratoria contro la magistratura. "Dobbiamo spiegare le nostre ragioni, far comprendere le criticità di certe riforme", dice, riferendosi anche al dibattito sulla separazione delle carriere. Intanto, il clima tra politica e giustizia rimane teso, mentre il governo prosegue nella sua linea, accusata da più parti di voler concentrare ulteriori poteri nelle mani dell’esecutivo.

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