L’Anm contro il dl sicurezza: "Inquietante messaggio, si prepara repressione del dissenso"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’Associazione nazionale magistrati si divide sull’incontro con il ministro della Giustizia Carlo Nordio, spaccata tra chi lo accusa di essere un ostacolo alla giustizia, chi è pronto a battersi per i diritti dei migranti e chi, pur riconoscendo l’inopportunità di uno scontro frontale, non può ammetterlo apertamente. La tensione è palpabile durante il Comitato direttivo centrale del sindacato delle toghe, dove il segretario generale Rocco Maruotti, nel criticare la riforma della giustizia e la separazione delle carriere tra pm e giudici, lancia un durissimo attacco al decreto sicurezza. Secondo lui, dietro il provvedimento si nasconderebbe «un inquietante messaggio con un duplice obiettivo: creare nella collettività un problema inesistente e gettare le basi per reprimere il dissenso».

Intanto, +Europa annuncia la battaglia referendaria. Il segretario Riccardo Magi promette di depositare subito la richiesta per abrogare il decreto, definendolo «incostituzionale per la palese mancanza dei requisiti di necessità e urgenza». Un atto, a suo dire, «senza precedenti per ampiezza e portata repressiva», frutto di un «populismo penale» che stravolge le regole del diritto.

Sulla stessa linea Gian Luigi Gatta, ordinario di Diritto penale alla Statale di Milano, che liquida il provvedimento come «sorprendente, anomalo e umiliante per il Parlamento». Ricorda come la Consulta, già a luglio 2024, avesse bocciato un decreto legge analogo della premier Giorgia Meloni per abuso di decretazione d’urgenza.

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