Anm critica il dl sicurezza: "Messaggio inquietante, crea un problema inesistente"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il decreto legge sulla sicurezza, approvato venerdì dal Consiglio dei ministri, ha scatenato le immediate critiche dell’Associazione nazionale magistrati, che attraverso le parole del segretario generale Rocco Maruotti lo ha definito "inquietante". Durante il comitato direttivo centrale del sindacato delle toghe, Maruotti ha sottolineato come il provvedimento sembri perseguire un duplice obiettivo: "Da un lato, creare nella collettività un problema che non esiste – ha spiegato –, non mi pare che ci sia alcun allarme sociale o alcuna questione emergenziale legata all’ordine pubblico; dall’altro, tentare di porre le basi per la repressione del dissenso".

La posizione dell’Anm, già in tensione con il governo su altri fronti, ha trovato una risposta immediata dalla Lega, che ha accusato i magistrati di rinnovare gli attacchi alla politica. Ma le preoccupazioni espresse da Maruotti vanno oltre la polemica contingente. Il timore è che il decreto, presentato come strumento di tutela dell’ordine pubblico, finisca per essere utilizzato in modo strumentale, amplificando percezioni di insicurezza non suffragate dai dati e, al tempo stesso, limitando gli spazi di protesta.

Intanto, il presidente dell’Anm Cesare Parodi ha ribadito l’impegno dell’associazione a spiegare ai cittadini le ragioni del no alla separazione delle carriere, confidando in una maggiore comprensione al di là degli "slogan anti-giudiziari". Le sue parole arrivano in un momento delicato, segnato da settimane di frizioni tra magistratura e politica, e poche ore dopo l’adozione del dl sicurezza.

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