Irlanda al voto, sfida presidenziale tra due donne
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Redazione Esteri
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Le urne in Irlanda si sono chiuse, dopo una giornata di votazioni che ha chiamato i cittadini a scegliere il successore di Michael Higgins, il presidente-letterato amatissimo dall’elettorato, il quale, all’età di 84 anni, conclude i due mandati settennali che lo hanno visto in carica a partire dal 2011. Sebbene la carica presidenziale irlandese abbia, com’è noto, una funzione prevalentemente cerimoniale, questa competizione elettorale ha assunto, fin dalle sue fasi preliminari, connotati marcatamente politici, configurandosi come un autentico scontro per procura tra la coalizione di governo e le forze dell’opposizione.
Una favorita netta nei sondaggi
I risultati, attesi per il tardo pomeriggio, sono preceduti da un’atmosfera di attesa, sebbene i sondaggi abbiano costantemente indicato in Catherine Connolly la candidata nettamente favorita. L’Irish Times, storico quotidiano di Dublino, non ha avuto esitazioni nel titolare “Connolly overwhelming favourite”, un’espressione che riflette il distacco, vicino al 55% delle preferenze, che le viene attribuito nei rilevamenti demoscopici. La sua sfidante, Heather Humphreys, appare dunque in netto svantaggio in questa corsa che vede per la prima volta due donne come uniche contendenti per la massima carica dello Stato.
Il profilo della candidata Connolly
Catherine Connolly, parlamentare indipendente di area socialista che gode del sostegno esplicito del Sinn Féin, ha costruito la sua immagine pubblica su posizioni politiche ben definite e spesso controcorrente. Ex psicologa e avvocata di Galway, di 68 anni, è nota per le sue ferme critiche alla Nato, al riarmo europeo e a quelle che lei stessa ha definito, in più occasioni, forme di “imperialismo americano”, trovandosi così in netta contrapposizione con le politiche dell’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. La sua campagna elettorale, del resto, ha posto una forte enfasi sulla questione palestinese, di cui è stata una sostenitrice vocale, un elemento che ha senza dubbio contribuito a mobilizzare una parte significativa dell’elettorato più progressista.
L’attesa per l’esito definitivo
Con le operazioni di voto concluse e lo spoglio delle schede avviato, il paese è ora in attesa dell’esito ufficiale, il quale, nonostante le previsioni della vigilia, potrà essere confermato solo dal conteggio effettivo dei voti. L’affluenza alle urne, osservata con attenzione da tutti gli schieramenti, rappresenterà un fattore decisivo per la misura finale del consenso, in un’elezione che, al di là del ruolo istituzionale del presidente, è stata vissuta come un importante test politico sulla situazione interna del paese.




