Ferrari F40, F50 ed Enzo: le "Big Five" del Cavallino si contendono il palcoscenico di Monterey

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Sarà un'edizione da record, quella che si preannuncia per la prossima asta di RM Sotheby's a Monterey, in programma dal 13 al 15 agosto, quando il Portola Hotel si trasformerà nel teatro di un evento che ogni collezionista di auto d'epoca attende con trepidazione. Non si tratta soltanto di una vendita, ma di una vera e propria passerella per quelle che gli addetti ai lavori hanno ormai ribattezzato le "Big Five" del Cavallino, un quintetto di vetture stradali provenienti da Maranello destinate a far segnare cifre a dir poco stratosferiche.

In occasione della Monterey Car Week e del celebre Concorso d'Eleganza di Pebble Beach, il marchio del cavallino rampante si prepara a dominare la scena, proponendo una selezione che spazia dalla mitica 288 GTO, con una stima che oscilla tra gli otto e i nove milioni e mezzo di euro, fino alla F50 appartenuta al celebre pugile Mike Tyson, per la quale le quotazioni parlano già di una cifra superiore ai sei milioni. E poi la F40, la Ferrari Enzo e la LaFerrari, a comporre un mosaico di potenza, storia e ingegneria che difficilmente si vede riunito in un unico lotto.

La 288 GTO, un'icona nata per il Gruppo B

Tra tutte, la Ferrari 288 GTO rappresenta forse il perfetto connubio tra necessità agonistica e pura bellezza, una vettura che affonda le sue radici in un progetto audace pensato per l'ingresso della casa di Maranello nel Campionato Mondiale Rally del Gruppo B, una categoria che richiedeva un numero minimo di esemplari omologati.

Per soddisfare quei rigidi regolamenti, la Ferrari produsse poco più di duecento unità di questa magnifica sportiva, una tiratura che oggi ne fa uno dei modelli più ambiti e rari sul mercato del collezionismo; le ragioni di un affetto così smisurato, del resto, sono note a tutti gli appassionati e giungono in modo incredibilmente naturale, quasi si trattasse di un amore viscerale per un'epoca in cui le auto avevano un'anima più autentica.

L'esemplare che sarà battuto a Monterey si presenta in condizioni eccezionali, tanto da giustificare una valutazione che lo colloca tra i pezzi da novanta dell'intera asta, un gioiello che ha percorso pochissimi chilometri e che conserva intatto tutto il fascino di una vettura da competizione, anche se destinata all'uso stradale.

La Ferrari Enzo, un milione di dollari in meno per via dei chilometri

Parlando di cifre da capogiro, non si può ignorare la presenza della Ferrari Enzo del 2003, una supercar che incarna l'apice della tecnologia Ferrari all'inizio del nuovo millennio, e che sarà protagonista di una vendita certamente importante ma con una particolarità che potrebbe sorprendere più di un osservatore.

La casa d'aste ha previsto per questa vettura una valutazione compresa tra i 9 e gli 11 milioni di dollari, una cifra ovviamente ragguardevole che tuttavia la colloca in una posizione inferiore rispetto al record stabilito da un'altra Enzo venduta nei mesi scorsi, un dato che ha subito attirato l'attenzione degli esperti. La ragione di questa apparente discrepanza risiede in un fattore che, paradossalmente, nel mondo delle auto d'epoca può giocare a sfavore: il chilometraggio.

L'esemplare in vendita, infatti, pur essendo una vettura rara e certificata da Ferrari Classiche, presenta un numero di chilometri percorsi che ne abbassa lievemente il valore di mercato, dimostrando come anche per le supercar più esclusive l'usura del tempo e dell'uso rappresenti un elemento discriminante agli occhi dei collezionisti più puristi.

Lee Iacocca, il nemico di Le Mans che amava le Ferrari

A impreziosire ulteriormente il catalogo di questa asta da sogno, troviamo la Ferrari F40 che fu di Lee Iacocca, un nome che nel mondo dell'automobilismo evoca immediatamente la sfida epica tra Ford e Ferrari, ma che in questo caso rivela un lato inaspettato e forse meno noto al grande pubblico.

Iacocca, l'uomo che nel film "Le Mans 66" viene ritratto come il manager spietato e determinato dietro la campagna sportiva della Ford per umiliare il Cavallino a Le Mans, coltivava in realtà una profonda e sincera ammirazione per l'ingegneria di Maranello, un paradosso che rende la storia di questa vettura particolarmente affascinante.

La F40 in questione, una delle supercar più rappresentative del marchio, è stata conservata con una cura maniacale e presenta un chilometraggio irrisorio, appena 515 chilometri, un dettaglio che da solo basta a far schizzare alle stelle il suo valore, stimato ben oltre i quattro milioni di dollari; il fatto che un simbolo della lotta tra due mondi automobilistici opposti sia finito per diventare il gioiello di un estimatore segreto del Cavallino aggiunge un ulteriore strato di fascino a un'asta che si preannuncia già ricca di colpi di scena.

Le quotazioni milionarie e il mercato dei sogni

Osservando il quadro complessivo delle valutazioni, dalle stime della 288 GTO fino ai milioni di dollari ipotizzati per la F50 di Mike Tyson, emerge chiaramente come il mercato delle auto da collezione stia vivendo una fase di straordinaria vivacità, specialmente quando si tratta di marchi come Ferrari, capaci di catalizzare l'attenzione degli investitori e degli appassionati di tutto il mondo.

La Monterey Car Week si conferma così non solo come un evento mondano e glamour, ma come il vero termometro di un settore in cui la passione per i motori si intreccia inesorabilmente con le leggi dell'economia e del raro, e dove ogni vettura porta con sé una storia unica che contribuisce a determinare il suo prezzo finale.

Le "Big Five" del Cavallino, con le loro pedane milionarie e le loro storie leggendarie, sono pronte a scrivere un nuovo capitolo di questa affascinante narrazione, sotto gli occhi attenti dei collezionisti che sanno bene come certe occasioni, nella vita, capitino una volta sola.

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