EleMe2026 a Messina, i numeri ci sono ma la poltrona per 32 consiglieri è ancora tra i verbali
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Redazione Interno
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Il rebus della cosiddetta “terza urna”, quello che a ogni tornata elettorale trasforma lo spoglio in una via crucis fatta di attese e smentite, si ripropone puntuale anche per le amministrative messinesi del 2026. Se il sindaco Federico Basile – forte di un risultato plebiscitario che lo ha visto trionfare in 248 sezioni su 253 – può già godersi la riconferma, la fotografia definitiva del nuovo Consiglio comunale resta invece ancora sfuocata, inchiodata a una lentezza burocratica che Palazzo Zanca tiene a precisare, non gli è ascrivibile.
Il muro dei verbali e la precisazione di Palazzo Zanca
In una nota ufficiale diffusa nella giornata di ieri, il Comune di Messina ha voluto mettere i puntini sulle “i” riguardo a presunti ritardi nell’aggiornamento dei dati, chiarendo che l’attività di propria competenza – vale a dire la pubblicazione in tempo reale via portale – si era regolarmente conclusa già nella tarda serata di martedì 26 maggio.
Il vero problema, spiega l’ente, risiede altrove: ovvero in una serie di "dati errati o imprecisi contenuti nei verbali delle operazioni di sezione", discrepanze che solo l’Ufficio centrale elettorale, insediatosi proprio da mercoledì, ha la facoltà di verificare, integrare ed eventualmente correggere.
Si tratta, in sostanza, dei classici “misteri” delle preferenze, dove il conteggio per i candidati sindaco e per le liste fila liscio come l’olio, mentre il dettaglio delle singole preferenze – quelle che determinano chi dei 32 eletti entrerà realmente a Palazzo Zanca – inciampa in errori materiali presenti nelle buste e nei moduli cartacei.
Il caso della sezione 253 e la geografia del consenso
A rendere ancora più plastico il divario tra la sicurezza del risultato politico e l’incertezza amministrativa, ci pensa la geografia elettorale: Basile ha letteralmente spazzato via la concorrenza, perdendo simbolicamente solo in cinque sezioni, tra cui la numero 253 dell’ospedale Ortopedico di Ganzirri, dove lo sfidante Marcello Scurria ha ottenuto una vittoria 5 a 1 che, agli occhi degli statistici, non ha alcuna rilevanza sul risultato finale.
Sul fronte dei conteggi “veri”, le verifiche procedono a rilento: sebbene il ricontrollo dei dati per il solo voto al sindaco abbia già superato un centinaio di sezioni senza intoppi, per le preferenze ai consiglieri il contenzioso è stato sollevato in almeno una ventina di sezioni, un numero sufficiente a rallentare la proclamazione ufficiale dei nuovi eletti.
La macchina organizzativa e l’ennesimo test per la macchina dei consensi
Non è la prima volta, del resto, che la macchina elettorale messinese inciampa nella fase dello scrutinio approfondito; come accade pressoché a ogni votazione, le discrasie tra il numero dei votanti registrato e i voti effettivamente contenuti nei registri di seggio generano un effetto a cascata che impedisce l’aggiornamento in tempo reale del conteggio.
A complicare il quadro, pur essendo un fattore logistico già risolto, c’è stato anche il trasloco di diversi seggi (dalla scuola “Galatti” al plesso “Mazzini-Gallo”, solo per citare un caso), una riorganizzazione che tradizionalmente porta con sé un margine di errore umano nella compilazione dei moduli.
In attesa che la magistratura (attraverso l’ufficio centrale presieduto da un magistrato) faccia chiarezza, la città guarda a quei 32 scranni ancora vacanti, consapevole che – come insegna la cronaca – a volte a decidere le sorti di un’aula non sono solo i voti, ma la grafia dei presidenti di seggio.




