Dalle sanzioni agli attacchi verbali: la tensione tra Italia e Russia
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Redazione Interno
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La recente escalation verbale tra Mosca e Roma, culminata nelle dichiarazioni della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, contro il presidente Sergio Mattarella, non rappresenta un episodio isolato. Si inserisce, piuttosto, in un contesto già teso, segnato da tre anni di relazioni complicate tra i due Paesi, aggravatesi ulteriormente dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022. Un conflitto che, oltre a destabilizzare l’Europa, ha ridisegnato gli equilibri diplomatici, spingendo l’Italia a schierarsi nettamente a fianco di Kiev e a sostenere le sanzioni contro il Cremlino.
L’attacco di Zakharova, che ha definito «blasfemo» il discorso tenuto da Mattarella all’università di Marsiglia, arriva in un momento delicato. Proprio nelle stesse ore, a Monaco di Baviera, il vicepresidente americano JD Vance criticava aspramente l’Europa, accusandola di essere un’autocrazia in cui la libertà di parola sarebbe «in ritirata». Un’affermazione che, seppur rivolta a un contesto diverso, sembra risuonare in modo paradossale con le accuse mosse da Mosca al presidente italiano.
Mattarella, dal canto suo, ha mantenuto un atteggiamento di «assoluta serenità», come riferiscono fonti vicine al Quirinale. Il presidente, che nel suo intervento a Marsiglia aveva parlato di «guerre di conquista» senza fare espliciti riferimenti alla Russia, non sembra intenzionato a rettificare o modificare le proprie parole. Anzi, secondo chi lo conosce bene, rifarebbe lo stesso identico discorso, consapevole della sua correttezza e del suo valore storico.
Non è la prima volta che Mattarella e Putin si trovano su fronti opposti. Già nel 2017, durante un incontro al Cremlino, i due leader avevano affrontato temi spinosi, tra cui la crisi ucraina e l’annessione della Crimea. All’epoca, Putin aveva dichiarato di essere disposto a trovare un accordo, ma aveva aggiunto che a Kiev mancava un «interlocutore affidabile». Una posizione che, alla luce degli eventi successivi, appare oggi più che mai distante dalla realtà.
Intanto, sullo sfondo della crisi diplomatica, si muovono altri attori internazionali. La telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin, finalizzata a negoziare una possibile conclusione del conflitto ucraino, ha sollevato non poche perplessità. La Casa Bianca, infatti, sembra intenzionata a trattare direttamente con Mosca, relegando l’Unione Europea e l’Ucraina a un ruolo secondario. Una mossa che, se confermata, potrebbe ulteriormente complicare il già fragile equilibrio geopolitico.




