Champions, una poltrona per cinque: Juve riparte da quarto, ma la lotta è ancora aperta
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Redazione Sport
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L’operazione sorpasso del Bologna si è spenta sulla traversa colpita da Orsolini, nell’0-0 contro l’Udinese che riapre la corsa al quarto posto. Un pareggio che pesa come un macigno, soprattutto dopo il 2-2 della Lazio contro il Parma in serata. La Juventus, approfittando dei passi falsi delle dirette rivali, si ritrova ora quarta con un punto di margine sul Bologna e due sulla Lazio. Ma il respiro è ancora corto: Roma e Fiorentina, infatti, non hanno affatto mollato.
Quella che sembrava una lotta a tre si è trasformata in una mischia a sei squadre, con due soli posti utili per la Champions. Il Napoli di Conte, già qualificato, e l’Inter – che manca solo l’ufficialità – possono guardare altrove. Ma dal terzo posto in giù, ogni risultato ribalta gli equilibri. L’Atalanta, terza con 65 punti, ha un vantaggio apparentemente solido, ma i giochi non sono chiusi. Dietro, Roma (60), Juventus (59), Bologna (58), Lazio (57) e Fiorentina (59) giocano ogni partita come fosse uno scontro diretto.
La prossima giornata, il 4 maggio, potrebbe essere decisiva: Bologna-Juventus e Roma-Fiorentina sono incontri che valgono doppio, mentre la Lazio, reduce dal ko con il Parma, cercherà riscatto a Empoli. E poi c’è l’Atalanta, che deve confermare il suo passo da gigante contro il Monza. Se i verdetti fossero decisi oggi, Gasperini e Mourinho sarebbero i favoriti, ma la classifica avulsa – con gli scontri diretti che potrebbero ribaltare tutto – rende ogni pronostico un azzardo.
Intanto, la Juve ha ritrovato un minimo di continuità dopo il 2-0 sul Monza, ma il calendario non aiuta: dopo il confronto con il Bologna, toccherà affrontare la Salernitana e il Milan. La Lazio, invece, deve fare i conti con una difesa troppo fragile, mentre il Bologna – che pure ha dimostrato di poter lottare con i grandi – rischia di pagare l’inesperienza negli ultimi metri. La Roma, infine, può contare su un Dybala in forma smagliante, ma deve vincere le sue partite senza guardare altrove.




