Dalle mazzette ai grattacieli: perché questa non è un’altra Mani Pulite
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Redazione Interno
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«Mica puoi affidare certi progetti al geometra di Canicattì», sbuffa Antonio Di Pietro, mentre l’ombra di Tangentopoli torna a sfiorare Milano, ma con dinamiche e protagonisti diversi. Niente fiaccolate sotto la Procura, né santini del pm di turno: l’Italia è cambiata, e anche le inchieste seguono percorsi più tortuosi, meno plateali. Quella che sta scuotendo il capoluogo lombardo, infatti, non è una maxi-tangente sugli appalti pubblici, ma un sistema di pressioni, accordi opachi e chat smargiasse tra architetti, costruttori e politici, con al centro il destino di San Siro e una «speculazione edilizia di ampio respiro», come la definiscono i magistrati.
Il cuore dell’indagine ruota attorno al nuovo stadio di Milan e Inter, che dovrebbe sorgere accanto al Meazza, destinato – almeno in parte – alla demolizione dopo il via libera del Tar sul vincolo storico. I pm parlano senza giri di parole di un «patto corruttivo», un piano criminoso in cui l’avidità avrebbe contaminato scelte urbanistiche decisive. Tra i materiali sequestrati, spiccano le conversazioni tra l’archistar Stefano Boeri e il sindaco Beppe Sala, che si scambiano consigli e idee su progetti cruciali per la città. Se da un lato c’è chi storce il naso, ricordando che in democrazia i sindaci dialogano con i tecnici, dall’altro i magistrati vedono in quelle chat l’indizio di un rapporto troppo stretto, forse ambiguo, tra chi decide e chi costruisce.
La differenza con Tangentopoli, però, è netta. «Allora si parlava di mazzette su tutto, dagli ospedali alle autostrade. Qui siamo di fronte a un’inchiesta settoriale, per quanto grave», osserva un pm che visse gli anni del pool. Eppure, il caso ha già scatenato polemiche politiche, rivelando un garantismo a geometria variabile. Quando si tratta di Giuseppe Sala, Pd e centrodestra trovano rapidamente un’intesa per difenderlo; se invece l’indagato è Matteo Salvini, come nel caso Open Arms, le assoluzioni non bastano a placare gli attacchi.




